Raffadali, Commissione elettorale ammette lista di Tuttolomondo dopo ”maldestro tentativo di farla fuori”

“Mi preme sottolineare che la nostra lista risulta regolarmente ammessa dalla Commissione elettorale, la quale ha pure provveduto ad attribuirle, a seguito del previsto sorteggio, il n. 1 come ordine. Dunque, la nostra lista parteciperà regolarmente alle elezioni”. Il candidato sindaco Domenico Tuttolomondo intende così “fare chiarezza e spazzare via ogni strumentale azione di disturbo messa in atto da chi comincia a temere l’avversario in vista del voto del 4 e 5 ottobre prossimi. La lista “Raffadali Cambia”, che mi sostiene in questa tornata elettorale – evidenzia Tuttolomondo – non ha commesso alcuna irregolarità, sollevata dal sindaco uscente che, secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione, ha presentato ricorso per chiederne l’esclusione. Alla base della contestazione – secondo Cuffaro – il ritardo, di 10 minuti, con cui sarebbero stati consegnati i certificati elettorali dei miei candidati, richiesti per altro tempo prima, nell’ultimo giorno utile per la presentazione delle liste. Ma, come detto, la Commissione elettorale non ha accolto la sua istanza.

Giova infatti ricordare che, come chiarito dalle linee guida diramate dal Ministero dell’Interno in tema di elezioni comunali, i certificati elettorali dei candidati, quand’anche fossero in tutto o in parte mancanti, devono essere richiesti dalla Commissione elettorale al fine di consentire ai presentatori della lista di integrare la documentazione occorrente. Va da sé, quindi, che se persino la radicale mancanza può essere sanata, eventuali ritardi nell’orario di trasmissione non possono di sicuro costituire motivo di esclusione. Inoltre mi preme anche rimarcare che, ad ogni modo, i nostri rappresentanti si erano recati presso gli uffici comunali per presentare la lista e completare tutte le necessarie operazioni già dalle ore 9,30 del mattino di giorno 9 settembre ma, a causa dell’assenza (giustificata) del funzionario comunale preposto a tale compito, il rilascio dei certificati elettorali non è potuto avvenire prontamente. A rilevare il presunto ritardo sarebbe stato il comandante della Polizia Municipale di Raffadali, il quale avrebbe preteso dai funzionari incaricati la consegna del verbale di presentazione della lista “Raffadali Cambia”, sostenendo che vi era stato un apposito esposto da parte di esponenti della lista presentata dalla Lega. Anche qui – afferma Domenico Tuttolomondo – va fatta chiarezza perché ritengo grave il comportamento del Comandante della Polizia Municipale.

E’ emerso infatti che in realtà non vi era stato nessun esposto, quindi la estemporanea iniziativa del Comandante risulta del tutto priva di effettiva giustificazione. A ciò si aggiunga che uno stretto congiunto del Comandante risulta candidato a consigliere comunale in una lista contrapposta alla nostra e precisamente nella lista a sostegno del sindaco uscente. Si potrebbe essere portati dunque a pensare male. Quanto accaduto non è certo di buon auspicio per il clima della campagna elettorale che si spera possa essere quanto più serena possibile e consenta ai protagonisti di concentrarsi sul merito delle vere tematiche che interessano la cittadinanza e non su questioni meramente formalistiche che, peraltro, si rivelano del tutto inconsistenti e irrilevanti e di cui non si avverte alcuna necessità. Rispetto alla scelta del sindaco uscente di chiedere l’esclusione della nostra lista per tale inconsistente e irrilevante ragione – conclude Tuttolomondo – vorrei aggiungere che se l’intento era quello di sbarazzarsi per tale via di un avversario politico, certamente l’obiettivo non poteva e non è stato raggiunto dato che, come già detto, “Raffadali Cambia” ha agito in modo corretto e risulta già regolarmente ammessa alla competizione elettorale. Se invece, lo scopo era quello di screditare i rappresentanti nel tentativo di farli emergere come non in grado di presentare la lista in modo corretto, allora possiamo tranquillamente affermare che l’iniziativa del ricorso ha finito per sottolineare la correttezza del nostro operato nella presentazione della lista e, viceversa, l’inadeguatezza del tentativo di esclusione e di chi lo ha posto in essere”.