”Informazioni riservate su indagini antimafia in cambio di favori”, chiesto processo per tre marescialli nell’Agrigentino

Informazioni riservate su indagini in corso o sull’istruttoria relativa alle certificazioni antimafia in cambio di favori personali di varia natura. Il pubblico ministero di Agrigento, Alessandra Russo, titolare dell’inchiesta che nasce dagli sviluppi di altri procedimenti, in parte gia’ approdati in aula per il processo, ha chiesto il rinvio a giudizio di tre marescialli di Dia, Guardia di finanza e carabinieri, e di due imprenditori, accusati di corruzione. Si tratta di Salvatore Trigona, 54 anni, maresciallo aiutante delle Fiamme Gialle, in servizio alla Direzione investigativa antimafia; Francesco Barba, 57 anni, in servizio nella tenenza della Guardia di Finanza di Porto Empodocle; Salvatore Manuello, 63 anni, nel 2013 in servizio alla Compagnia di Licata; Angelo Incorvaia, 57 anni, di Canicatti’ e Valerio Peritore, 53 anni, di Licata; questi ultimi due sono imprenditori, legali rappresentanti della Omnia Srl, societa’ che opera nel campo della nettezza urbana.

I due imprenditori, secondo quanto ipotizza la procura, avrebbero corrotto i tre marescialli avendone in cambio informazioni riservate su indagini in corso che li riguardavano e sull’istruttoria relativa alle certificazioni antimafia. Trigona, che avrebbe dato informazioni riservate sulle pratiche legate alla certificazione antimafia dell’impresa, sarebbe stato ricompensato con il pagamento dell’Ici relativa a delle proprieta’ personali. Stessa accusa per Manuello che, in cambio, avrebbe ricevuto una consulenza in affari di tipo personale mentre Barba – sostiene l’accusa – in cambio della promessa dell’assunzione del fratello, avrebbe rivelato informazioni su alcune indagini in corso che interessavano gli imprenditori. Questa mattina, l’udienza preliminare davanti al gup Stefano Zammuto, e’ stata rinviata di una settimana per un altro impegno professionale dell’avvocato Giuseppe Barba che compone il collegio difensivo insieme ai colleghi Daniela Posante, Antonino Ragusa e Angelo Balsamo. Per singole altre accuse di abuso di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio e’ stata gia’ disposta l’archiviazione per prescrizione. Anche questi fatti sono molto datati nel tempo e risalgono agli anni 2012 e 2013. (AGI)