“Maresciallo carabinieri corrotto” ad Agrigento, confermate due condanne

L’assunzione della moglie barattata con un’ispezione “blanda e lacunosa”. I giudici della Corte di appello di Palermo hanno confermato la condanna, emessa dal tribunale di Agrigento il 30 gennaio dell’anno scorso, che infliggeva due anni di reclusione al maresciallo dei carabinieri Antonio Arnese e all’avvocato Ignazio Valenza per l’accusa di corruzione. Arnese, all’epoca dei fatti, nel 2013, comandante del nucleo ispettorato del lavoro, avrebbe chiesto e ottenuto l’assunzione della moglie alle dipendenze dell’istituto assistenziale Casa Amica in cambio di un controllo addomesticato all’istituto di formazione Ecap. Entrambi gli enti erano presieduti da Valenza che all’epoca era pure segretario del consiglio forense. Secondo i giudici, in particolare, Valenza avrebbe barattato un controllo ispettivo “blando e lacunoso” all’istituto di formazione Ecap, da lui diretto, con l’assunzione della moglie di Arnese alle dipendenze di Casa Amica, altro ente presieduto dal professionista. La difesa (affidata agli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Giuliano Dominici) aveva sostenuto che non vi fosse alcun collegamento fra l’assunzione della donna e il controllo ispettivo. (AGI)