Ex senatrice leghista di Lampedusa inneggia alla mafia, è polemica (VIDEO)

Quando vent’anni fa si presento’ al tradizionale raduno della Lega a Pontida con la maglietta e il foulard verde, proveniente dalla lontana Lampedusa, fu accolta come una star. Un amore a prima vista quello tra Angela Maraventano e il Carroccio, suggellato dall’elezione al Senato nel 2008 della ristoratrice, titolare del locale “Il Saraceno”, votata alla politica. In questi anni l’esponente leghista ha dato vita a manifestazioni tanti vivaci quanto pittoresche contro lo sbarco di migranti a Lampedusa, dove ha anche ricoperto la carica di vice sindaco. Ma questa volta si e’ fatta prendere la mano dalla vis oratoria che la contraddistingue. “Non esiste piu’ la mafia ‘sensibile’ e ‘coraggiosa’ di un tempo” ha tuonato dal palco del porto di Catania, indossando la t shirt con la scritta “Processate anche me”, nel corso della manifestazione a sostegno del suo leader Matteo Salvini davanti al giudice per la vicenda della nave Gregoretti.

Una “frase infelice dettata dalla rabbia” come ha ammesso lei stessa successivamente, ma che ha innescato subito un coro di reazioni indignate. Dall’ex presidente del Senato e procuratore antimafia Pietro Grasso, che invita Salvini a prendere le distanze (“condivide quello che ha detto la Maraventano o la caccia?”), alla sorella di Giovanni Falcone, Maria, che si dice indignata “dalla trita favoletta della mafia buona”, fino al procuratore di Palermo Francesco Lo Voi “sconcertato da dichiarazioni che non meritano alcun commento e che denotano ignoranza del fenomeno mafioso”. Angela Maraventano, che nel corso del suo intervento ha anche sostenuto che con i risultati ottenuti dalla lotta alla mafia “nessuno ha piu’ il coraggio di difendere il proprio territorio”, prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. “Sono contro ogni tipo di mafia”, puntualizza subito in un post su Facebook.

“In Italia – aggiunge l’esponente leghista – abbiamo combattuto la mafia e tantissimi connazionali hanno pagato con la vita. Io non dimentico e voi non siete piu’ bravi di me. In una cosa pero’ siete piu’ bravi, ad importare le nuove mafie, la mafia nigeriana della prostituzione, la mafia tunisina delle droghe, la mafia libica dei trafficanti di esseri umani”. E conclude cercando di spostare l’attenzione su quello che, da sempre, e’ il suo cavallo di battaglia: l’emergenza migranti a Lampedusa. “Vi ho cercato fino all’ultimo sbarco senza alcuna risposta. Signori Ministri spero di avere la vostra stessa attenzione per la mia isola che ne ha di bisogno”. Ma alla pasionaria della Lega a Lampedusa, che accusa il governo di essere “complice” dei trafficanti, replica il sindaco dell’isola Toto’ Martello che bolla le dichiarazioni della Maraventano sulla mafia come “parole gravi, offensive e pericolose che umiliano un’intera comunita’”. “Il nome di Lampedusa – conclude il sindaco – deve continuare ad essere associato all’idea di Pace, solidarieta’, turismo, natura, bellezza. Deve essere associato alla passione ed al coraggio dei nostri pescatori. Perche’ questa e’ la vera Lampedusa”. (ANSA).