Violenza donne, 718 le denunce di revenge porn: 81% vittime sono donne

Per il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, il cosiddetto revenge porn dal 2019 ci sono state 718 denunce e l’81% hanno riguardato vittime di sesso femminile (per l’83% maggiorenni e per l’89% italiane), episodi distribuiti nell’anno con un andamento altalenante e un picco nel mese di maggio con 86 fattispecie. È quanto emerge dal bilancio realizzato dalla polizia di Stato a un anno di distanza dalla entrata in vigore, il 9 agosto 2019, del cosiddetto ‘Codice Rosso’ che ha introdotto nuovi reati. Secondo il report, la regione che registra più denunce di revenge porn è la Lombardia, seguita da Sicilia e Campania.

Dei quattro delitti di nuova introduzione, quello che ha fatto registrare più trasgressioni (1.741 dal 9 agosto 2019 all’8 agosto 2020), spesso sfociate in violenza nei confronti delle vittime, è la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa o la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare. Le regioni dove si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio ed il Piemonte.v11 reati in un anno relativi al delitto di costrizione o induzione al matrimonio, altra figura introdotta dalla legge 69/2019 e volta a contrastare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni forzati e delle spose bambine: il 36% delle vittime è risultato minorenne. Il reato di deformazioni dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso di nuova introduzione prevede l’ergastolo se dal fatto consegua un omicidio. Dei 56 casi denunciati, il 76% hanno riguardato vittime di sesso maschile e gli autori sono al 92% uomini: segno che tali fattispecie si riferiscono a ipotesi di reato prima inquadrate nel delitto di lesioni personali gravissime non riconducibili alle dinamiche uomo-donna. (LaPresse)