Perricone, incensurato, era di guardia notturna in una delle torri dislocate nel territorio dal Corpo forestale. Quando è arrivato nel terreno da sorvegliare è stato raggiunto da almeno un colpo di "lupara" al volto, esploso da distanza ravvicinata. Indagano i carabinieri della compagnia di Sciacca con il coordinamento del comando provinciale di Agrigento. Il titolare dell'inchiesta è il Pm Giovanni De Renzis della Procura della Repubblica di Sciacca. Nessuna pista viene esclusa dagli inquirenti, nemmeno quella mafiosa, nel tentativo di risalire all'assassino, ad eventuali complici e al movente del delitto. Calogero Perricone lascia la moglie e tre figli.
