I carabinieri della Compagnia di Sciacca, che conducono l'attività investigativa, sembrano orientati a non privilegiare la pista di mafia, pur riconoscendo che le modalità sono tipiche di un delitto di tipico stampo mafioso.
Calogero Perricone era sposato e padre di tre figli. Con la moglie gestiva un bar nel centro della piccola cittadina dell'entroterra agrigentino, in estate arrotondava il suo reddito con l'assunzione alla Forestale, con cui svolgeva il lavoro tipico del periodo estivo, quello fatto di attività a tempo determinato per prevenire gli incendi che mettono ogni anno a repentaglio il patrimonio boschivo siciliano. La vittima viene descritta come una persona tranquilla che non aveva precedenti penali, che abitava però in un territorio dove la criminalità affonda le sue radici.
Da: www.agrigentonotizie.it
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