18 Luglio 2024
Agrigento e Provincia

Denunciò il racket del pizzo e le minacce: “Non lasciatemi da solo, i miei figli hanno paura”

ignazio cutròIl dramma di un imprenditore agrigentino. Ha denunciato tutti gli attentati intimidatori e le minacce subite in quasi dieci anni di attività. Ora è emarginato dagli amici, in grave crisi finanziaria, implora aiuto chiedendo alle istituzioni di non abbandonarlo, di non lasciarlo solo. La nuova storia di ribellione al racket del pizzo arriva da Bivona. Protagonista è un imprenditore di 41 anni, Ignazio Cutrò, che dal 1999 denuncia le intimidazioni di cui è stato vittima.

Sono passati quasi dieci anni da quell'ottobre del 1999: il primo attentato intimidatorio, l'incendio a una pala meccanica sconvolse la mia vita e quella dei miei familiari”, racconta al Giornale di Sicilia in un'intervista rilasciata ad Andrea Cassaro.

Per Cutrò abbandonare il suo paese per paura sarebbe una “sconfitta”. Per questo ci vuole restare insieme alla famiglia, ma “ho pensato già allora – dice Cutrò – che minacciare una persona significa ucciderla per metà. Ho sporto denuncia contro ignoti ma sono stato ingiustamente colpevolizzato di essere l'artefice della recente operazione denominata Face Off”.

In tutti questi anni Cutò ha sempre presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri senza farsi intimidire, ma gli ultimi attentati intimidatori lo hanno distrutto economicamente.

25 nov 06 Incendio nella notte: vanno a fuoco 3 mezzi Spero di ottenere un sostegno economico con i fondi destinati alle vittime del racket – aggiunge l'imprenditore – Gli episodi che mi hanno davvero messo in ginocchio sono quelli del maggio e del novembre del 2006. Il primo a Ribera – spiega Cutrò – dove avevo vinto una gara d'appalto all'Esa di Palermo per la sistemazione della condotta idrica necessaria all'irrigazione dei campi in contrada Donna.

Un incendio di origine dolosa – racconta – ha distrutto le tubature che avevo già acquistato. Poi a Santo Stefano Quisquina, in contrada Castagna, mi hanno distrutto due camion ed una pala meccanica. Dopo un colpo del genere non sono stato più capace di svolgere alcun lavoro. Si può provare a recuperare il danno economico e patrimoniale – conclude Cutrò -, ma è più difficile riconquistare la serenità psicologica in famiglia. I miei ragazzi hanno paura e non escono la sera, quando usciamo insieme guardano sempre gli specchietti retrovisori”.

 

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