17 Luglio 2024
Agrigento e Provincia

Lampedusa. Il sindaco: “La carne dei negri puzza”. L’assessore Colapinto si dimette:”Frasi razziste”

http://www.isoladilampedusa.it/avviso/2008/tony%20colapinto.jpgNon ha digerito che il suo sindaco si sia permesso di dire che "La carne dei negri puzza anche quando è lavata", perché le considera “gravissime affermazioni di carattere marcatamente razzista”. Così Tony Colapinto, assessore di Lampedusa, lascia l’incarico. Ecco la lettera di dimissioni inviata al sindaco De Rubeis.


Egr. sig. Sindaco., Su segnalazioni di persone a me vicine ho rintracciato sul quotidiano La Repubblica di venerdì 12 settembre u.s. un articolo (che sul momento mi era sfuggito) intitolato "Lampedusa, Africa" a firma del giornalista G. Visentini in cui è riportato il testo di una Sua intervista allo stesso rilasciata. 

Le gravissime affermazioni di carattere marcatamente razzista ( Il Sindaco De Rubeis: "La carne dei negri puzza anche quando è lavata") contenute nel citato articolo mi avevano indotto a ritenerne l'inverosimiglianza, apparendomi ignobilmente offensive non solo e non già nei confronti dei soggetti cui erano riferite, ma anche per colui stesso che le avrebbe  presuntivamente pronunziate. E poiché tale soggetto presiede la Giunta comunale di cui faccio parte, subito mi sono premurato di trovare – nei giornali o dalla sua stessa viva voce – una ferma e sdegnata smentita. Ma dalla Sua stessa viva voce ne ho con sgomento appreso la piena conferma.

 

È per tale motivo che si è subito in me palesata l'esigenza, connaturata al mio modo di essere e di pensare, di prendere le debite distanze da ciò che alla mia coscienza civile e morale appare irrimediabilmente e tragicamente sconcio.

 

Tanto più che nessun altro membro di questa giunta ha sentito l'esigenza di "dissociarsi" da quelle dichiarazioni così facendole implicitamente proprie ed assumendosene tutte le responsabilità morali di fronte a Dio (in cui dicono di credere), ai propri elettori, ai propri figli e, soprattutto ai familiari delle centinaia di uomini, donne e bambini morti nel tentativo di raggiungere questa terra inseguendo la speranza di una vita.

 Per tale motivo con la presente nota rimetto nelle sue mani la delega assessoriale allo sport, spettacolo, cultura e politiche giovanili del comune di Lampedusa e Linosa.  Peraltro, quanto sopra richiamato ha per me costituito la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso delle mie sempre crescenti inquietudini ed insoddisfazioni per il ruolo da me rivestito dallo scorso aprile fino ad oggi. 

Sin dalla mia elezione nell'ambito della coalizione che oggi governa l'isola  anche grazie ai voti di quanti hanno avuto fiducia in me, ho tentato di operare in aderenza al programma che i miei sostenitori avevano premiato alle ultime elezioni. E ciò ho fatto malgrado la mancanza totale di sostegno, di appoggio e di fiducia da parte del resto della Giunta, all'interno della quale mi sono spesso sentito un infiltrato, uno di troppo. Ma, facendo perno sul convincimento delle mie idee nonché sull'entusiasmo proprio della mia giovane età ho stretto i denti ed ho tentato di proseguire sulla mia strada.

 

E così mi sono impegnato a fondo per garantire che anche quest'anno si tenesse la manifestazione di grande impegno morale e sociale del maestro Claudio Baglioni O'Scià; ho dato tutto il mio appoggio alla organizzazione della Rassegna cinematografica Internazionale Vento del Nord, ho duramente lottato, per far si che la squadra di calcio locale A.S.D Lampedusa non finisse nel dimenticatoio come qualcuno avrebbe voluto, privando tanti dei nostri giovani del desiderio di praticare uno sport all'insegna del valore sociale nonché sportivo, un intrattenimento che nel periodo invernale sia per i giovani che per il resto degli abitanti è sempre stato dal 1985 motivo di svago e orgoglio, ho collaborato con i giovani miei concittadini per la realizzazione delle loro idee, mosso dalla convinzione di rendere un servizio a tutta la nostra comunità.

 E tutto ciò ho fatto malgrado gli ostacoli che sono spesso stati frapposti alla realizzazione delle mie iniziative; ostacoli per lo più generati da motivi di interesse privato di alcuni o per mera demagogia.  Avrei voluto continuare ad operare per la realizzazione di quei  progetti che molti condividono, anche a costo di lavorare fianco a fianco con chi la pensa diversamente da me, dimostrando così che vi sono interessi che travalicano le convinzioni politiche di parte e che vanno comunque perseguiti da quanti sono chiamati al servizio dell'amministrazione della cosa pubblica. Ma oggi, a fronte del pericolo di essere identificato con posizioni vergognosamente razziste non posso che gettare la spugna;  e ciò per rispetto verso me stesso, verso la mia famiglia e verso coloro che, con il loro voto, hanno espresso fiducia nei miei confronti. TONY COLAPINTO