Anche Agrigento è stata protagonista della mobilitazione che su scala nazionale fa sentire la propria voce per rivendicare al Governo Berlusconi i contenuti della piattaforma stabilita lo scorso 21 novembre e presentata a Prodi, prima , e a Berlusconi, poi.
L'iniziativa di Cgil arriva dopo le manifestazioni unitarie svoltesi ed in corso in tutta Italia contro le scelte del Governo in merito ai tagli di 150mila posti di lavoro nell'ambito scolastico, quelle che hanno generato la scarsa prospettiva di stabilizzazione di oltre 160 mila precari nelle Pubbliche amministrazioni, le decisioni che hanno cagionato i tagli operati nel comparto sicurezza e nella Telecom dove 5 mila unità saranno estromesse dal lavoro.
Al partecipato comizio tenutosi a Porta di Ponte hanno preso la parola il segretario provinciale uscente Piero Mangione, Rosa Battaglia (Cgil scuola), Carmelo Di Franco (Cgil agroindustria), Mariella Lo Bello (Cgil pensionati), Peppe Contino (Cgil funzione pubblica) e Antonio Riolo della segretaria regionale del sindacato confederale.
"Oggi in 150 piazze italiane, e Agrigento è una di queste, la Cgil ha promosso una mobilitazione che è solo l'avvio di una campagna contro le scelte economiche del Governo che con certezze penalizza le fasce più deboli, i pensionati, i poveri e i dipendenti che pagano il prezzo più alto. In più ad Agrigento noi vogliamo ribadire le prime mosse del Governo nazionale, che si è rifatto su risorse per infrastrutture alla Sicilia per togliere 200 euro di Ici a tutti gli italiani – ha detto Riolo -. La vicenda Alitalia ha dimostrato che in Italia c'è bisogno di qualcuno che sappia dire qualche no e sappia combattere una trattativa sindacale vera per portare diritti e giustizia sociale”.
Secondo Mangione a Berlusconi si chiedono oggi le stesse cose che con Cisl e Uil si chiesero a Prodi: "Il sindacato nella sua autonomia vuole riaffermare che non è subalterno a nessuna delle parti. Oggi noi qui diciamo a Berlusconi: dopo aver ottenuto il 70 per cento del voto degli italiani a questo 70 per cento devi dare una risposta per quanto riguarda i salari, le pensioni, la sicurezza, i servizi, l'istruzione, nella sanità. La politica del ‘Robin hood' è rovesciata: si stanno colpendo i poveri per dare ai ricchi. Noi confermiamo che non ci stiamo, quindi oggi siamo in piazza e partiamo da qui”.
Sulla stessa agguerrita linea ha proseguito anche Mariella Lo Bello che, nell'attesa della quasi certa proclamazione a segretario provinciale di Cgil, ha ribadito come "i diritti dei cittadini siano in questo momento in grande pericolo, dal punto di vista economico, legislativo, della sicurezza. Oggi rivendichiamo quello che abbiamo chiesto a Prodi: ritorniamo con quella stessa piattaforma di proposte e richieste, con la sola modifica del settore dei pensionati, scelta anche questa unitariamente dai tre sindacati che hanno ribadito alcune priorità, come il potere di acquisto delle pensioni, l'estensione della quattordicesima alle pensioni che superano i 650 euro, e per ultima cosa la legge sulla non autosufficienza, che interessa quei cittadini che hanno questo problema. Sicuramente rivedremo Mangione in varie altre manifestazioni ed è una fortuna, perché Mangione restando dentro il sindacato potrà aiutare soprattutto me che forse raccoglierò i frutti dei suoi tanti anni di impegno. Insieme a lui, insieme a tutti gli altri compagni e insieme a tutte le altre risorse insieme a tutti i lavoratori ci prepareremo ad affrontare quello che ci attende e che sicuramente non è facile".
