SOLIDARIETA'. Cutrò: "Presidente Catanzaro andiamo avanti a schiena dritta"
Ignoti hanno lasciato sul muro di recinzione della sua azienda una teca in vetro con una croce su un piano di velluto rosso. Il crocifisso sarebbe stato collegato con dei fili elettrici ad una batteria.
I fatti risalgono all'11 ottobre scorso anche se la notizia è trapelata soltanto nelle ultime ore. Per gli investigatori si tratterebbe di un' intimidazione legata all'attività antimafia di Catanzaro che ha denunciato il pizzo e aveva subito altri attentati. L'imprenditore già da mesi era sotto scorta, le misure di sicurezza sono state rafforzate.
Anche il procuratore della Repubblica Renato di Natale è intervenuto dicendo: "C'è – ha detto – chi tende a scoraggiare l'azione coraggiosa di Giuseppe Catanzaro ma da parte dei magistrati e delle forze dell'ordine c'è la massima attenzione".
