Lettera aperta dell’Associazione Studentesca “Universitariamente”.
Il Polo Universitario di Agrigento rappresenta innegabilmente una delle poche fonti di sviluppo presenti nel già martoriato territorio della nostra provincia, ultimo in tutte le classifiche. Peccheremo di immodestia, ma reputandoci il futuro di questa città, troviamo doveroso porci degli interrogativi sulle sorti del Polo.
Ecco i punti sui quali chiediamo, rivolgendoci alle istituzioni, sia fatta chiarezza: Sprechi: visto il taglio dei 440mila euro di contributi straordinari al consorzio universitario, ci interroghiamo sulla natura delle attività considerate sperpero di denaro pubblico.
Privatizzazione: corriamo il rischio della privatizzazione? Palermo-Catania: da dove nasce l’ipotesi relativa alla possibile affiliazione all’ateneo di Catania? Rapporti con Palermo: tenuto conto delle ultime dichiarazioni del presidente D’Orsi (“La nostra sinergia con l’università di Palermo continua e sarà consolidata, ma nessuno c’impedisce di crescere con i nostri soldi o di avvicinarci ad altri consorzi siciliani quali Trapani e Caltanissetta.”) come si intende agire per consolidare i rapporti con l’Università di Palermo?
Ricerca: l’assessore provinciale al territorio e ambiente, Piero Macedonio, ha affermato: “Noi siamo convinti che l’università di Agrigento debba sviluppare la ricerca e non solo la semplice teoria com’è stato finora […] per fare questo, dice bene il presidente, si devono creare le condizioni per far nascere i dipartimenti”. Come s’intende introdurre la ricerca all’interno del polo agrigentino? Potrebbe rappresentare una svolta anche per le aziende della provincia?
Ci auguriamo che la politica locale e i vertici degli enti preposti sappiano estraniare la logica di sterile e controproducente polemica e vogliano adottare una Politica della Trasparenza nell’amministrare il futuro dei giovani che intendono proseguire gli studi nella loro città e investire, di conseguenza, nello sviluppo del territorio.
