L’avvocato Peppe Arnone denuncia ComuniC@lo per diffamazione. Lo ha annunciato in televisione durante uno spazio politico autogestito convocato “d’urgenza” su Teleacras, forse in barba alla legge.
Le norme prevedono, infatti, che gli spazi politici autogestiti siano “trasmessi in appositi contenitori di cui ogni emittente comunica alla Commissione o alla Autorità, con almeno quindici giorni di anticipo, la collocazione nel palinsesto”. Oltre al fatto che in uno spazio politico autogestito in tv in sovrimpressione dovrebbe comparire anche “l’indicazione del soggetto committente”.
“Sono un avvocato esperto in diffamazione”, aveva d’altronde spiegato lui stesso durante la conferenza stampa dei giorni scorsi, diventata poi un vero e proprio “faccia a faccia” tra l’ambientalista agrigentino Peppe Arnone e il giornalista Franco Castaldo. E così, oltre all’ennesima querela nei confronti del direttore del settimanale Grandangolo, stavolta Arnone ha pensato di prendersela anche con ComuniC@lo. Ha detto che di presunte affermazioni diffamatorie nei suoi confronti l’autore del sito dovrà risponderne davanti alla Magistratura.
Peppe Arnone probabilmente non sa quello che dice. O forse lo sa e fa finta di non saperlo. Su alcuni parla tanto, su altri tace: forse è solo questione di “patti”.
L’ambientalista agrigentino, annunciando una querela, sostiene sostanzialmente in tv che ComuniC@lo abbia fatto da cassa di risonanza a Grandangolo che lo avrebbe diffamato. Questo non può che far piacere, ma pare esagerato affermare, dagli schermi di una delle più importanti tv siciliane, che un umile sito web – che tuttavia incoraggiato dagli “ascolti” si appresta a diventare testata giornalistica con un progetto editoriale ben definito – possa fare da cassa di risonanza a un settimanale molto noto e consolidato in provincia come è Grandangolo.
Dunque l’avvocato Arnone, battagliero ambientalista e consigliere comunale del Pd ad Agrigento, “che da solo ho preso più voti di tutto il mio partito”, “notoriamente il miglior avvocato cassazionista da queste parti” ecc., mi cita in giudizio per aver pubblicato un comunicato stampa del direttore di Grandangolo Franco Castaldo, come peraltro hanno legittimamente fatto noti quotidiani online agrigentini senza per questo subire le “minacce” di querela via etere. Inoltre, al centro delle accuse di Arnone anche un video, della durata di un minuto, caricato su You Tube: uno stralcio del “faccia a faccia” tra Arnone e Castaldo, di cui comunque circola un altro video più articolato.
Così, dopo aver appreso già una volta con sorpresa degli insulti telefonici nei miei confronti da parte di due presunti mafiosi infastiditi da un video su internet, apprendo adesso con sorpresa delle offese televisive da parte dell’antimafioso Peppe Arnone per un altro video sul web. Pazienza.
Forse il politico ce l’ha con ComuniC@lo perché, tra pochi, nei giorni scorsi ha pubblicato la notizia della condanna per diffamazione nei confronti di Grandangolo di Mimmo Fontana, responsabile regionale di Legambiente, difeso proprio dall’avvocato Arnone che a questo processo teneva tanto.
E’ certamente un piacere per ComuniC@lo ricevere le attenzioni dell’importante esponente ambientalista così come di tutti gli altri utenti e lettori del sito, con la consapevolezza che a volte si può anche sbagliare nel riportare qualche notizia, ma certamente non è questo il caso finito nel “mirino” di Arnone.
L’auspicio è che a questa probabile querela nei confronti di ComuniC@lo, assolutamente priva di ogni fondamento, impostata su un ragionamento falso e tendenzioso e finalizzata a chissà quali scopi, possa essere seguita da una rapida archiviazione.
Resta tuttavia l’amarezza di aver appreso in tv affermazioni “mendaci e denigratorie” nei miei confronti, in un contesto di polemiche e accuse poco gradevole (che assolutamente non mi riguarda) e relativo a fatti e personaggi che nemmeno conosco. Nel contempo, mi appello a Peppe Arnone pregandolo di evitare di trascinarmi in questo tipo di iniziative mediatiche “strane” promosse con metodi ormai noti agli agrigentini. E’ un umile appello, non la richiesta di un “patto scellerato” o “patto tra gentiluomini” che dir si voglia.
Calogero Giuffrida – ComuniC@lo

