In seguito alle varie leggi ordinative e da ultimo al D.Lgs. 68 del 2001, oggi il ruolo della Guardia di Finanza, passando da quello di Polizia Tributaria, è diventato quello di polizia economica e finanziaria a competenza generale, ai fini della prevenzione, della ricerca e della repressione delle violazioni in danno del bilancio dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e dell’Unione Europea.
Il Comandante Provinciale di Agrigento, nella ricorrenza del 235° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, ha presentato i risultati operativi conseguiti nei primi cinque mesi del 2009, molto soddisfacenti non solo per i militari che vi hanno contribuito ma soprattutto per i cittadini che osservano le regole e sono desiderosi di legalità.
Nel primo semestre del corrente anno la Guardia di Finanza di Agrigento ha svolto molteplici attività nei settori squisitamente istituzionali, con particolare riguardo alla tutela della finanza pubblica (bilancio dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti locali) e a tutela dell’economia (nei settori del mercato dei capitali e dei servizi).
L’attività preminente svolta è chiaramente quella proiettata nel settore tributario in base alla consueta programmazione annuale sulla scorta di specifiche strategie operative emanate dal Governo Centrale.
In tale ambito, sono stati svolti 226 tra verifiche e controlli fiscali che hanno consentito di segnalare una base imponibile di oltre 21 milioni di euro ai fini delle Imposte dirette (Irpef ed Ires), imposta sul valore aggiunto evasa per oltre 6 milioni di euro e più di 778 mila euro di IRAP non dichiarata.
L’attività del Corpo si è parallelamente estesa anche al di là della semplice tutela degli interessi erariali dello Stato, orientando l’attività operativa anche a tutela dei cittadini per fronteggiare i fenomeni più macroscopici di criminalità comune ed organizzata.
Nel 2009 sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 33 milioni a due famiglie mafiose della Provincia di Agrigento. Il primo provvedimento ha riguardato quote societarie e beni di sette società, attività riconducibili a due imprese individuali, conti correnti e dossier titoli, 146 unita’ immobiliari, di cui 27 fabbricati (estesi 4.690 mq), 88 appezzamenti di terreno e 31 lotti edificabili (872.559 mq), 3 capannoni industriali, 57 automezzi tra cui autocarri, escavatori, pale meccaniche e tre mercedes di grossa cilindrata, una cava di sabbia e pietrisco, un impianto di calcestruzzo di rilevanti dimensioni, tutte riconducibili alla famiglia Stracuzzi di Licata.
Nel corso dell’operazione, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro dodici appezzamenti di terreno, quattro fabbricati e tre aziende agricole e di allevamento di ovi-caprini, con rispettivi locali aziendali, attrezzature, stalle, ed oltre 300 capi di bestiame.
Il Nucleo di Polizia Tributaria alla sede, oltre ai compiti previsti, per ultimo, dal D.Lgs. 19/03/2001 n. 68 in materia economica e finanziaria, incorpora anche compiti specialistici in materia di lotta alla criminalità organizzata, mediante l’utilizzo di una serie di strumenti investigativi previsti da numerosi provvedimenti normativi. Nel sotto-comparto della lotta al riciclaggio, sono stati eseguiti 4 interventi su operazioni sospette meritevoli di approfondimento concernenti le limitazioni di pagamento di cui alla Legge 197/1991.
Relativamente alla criminalità comune, con riferimento alle violazioni di norme previste dal Codice Penale sono state denunziate oltre 176 soggetti di cui 3 in stato d’arresto per vari reati concernenti, truffa, falso nummario, furto, ricettazione, estorsione, possesso illegale di armi e munizioni, altre leggi di P.S. ecc.
I Reparti del Corpo hanno effettuato interventi in materia di aiuti all’agricoltura, fondi strutturali, incentivi alle attività produttive ex Legge 488/92, tutelando sia le risorse a carico dell’Unione Europea che quelle gravanti, a titolo di cofinanziamento, sui bilanci dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. E’ stata scoperta una truffa del valore di circa nove milioni di euro. Sono stati eseguiti una serie di sequestri per un valore complessivo di oltre sei milioni di euro nell’ambito di una indagine su una maxi truffa ai danni dell’U.E., dello Stato e della Regione Siciliana. Sono state denunciate 19 persone e sei societa’ coinvolte nelle province di Agrigento, Palermo e Caltanissetta. (Legge 488 Patto Territoriale Magazzolo-Platani)
Sono coinvolti diversi soggetti e attivita’ commerciali a loro riconducibili, operanti nel settore dei prodotti per la casa, cristalleria e vasellame. Nelle perquisizioni sono stati impiegati 100 militari della Guardia di finanza che hanno sequestrato copiosa documentazione contabile ed extracontabile, ma anche computer e hard disk delle società, una delle quali fallita e le altre in corso di fallimento. Sequestrato, inoltre, un notevole quantitativo di articoli casalinghi. Le indagini sono tutt’ora in corso. Sono stati accertati danni erariali per circa € 22 milioni con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di Pubblici Amministratori.
Già nel 2008 erano state scoperte anomalie nella gestione degli appalti: con ricorso a trattative private in regime di urgenza quando non ve n’era bisogno, e difformità sui quantitativi acquistati, assolutamente sproporzionati, di reagenti e reattivi per la tipizzazione delle sacche di sangue cordonale rispetto a quelle pubblicate sulle banche dati mondiali che permettono il collegamento fra i soggetti che hanno bisogno di un trapianto e coloro che hanno le unità di sangue cordonale necessario. Nella banca del cordone ombelicale l’aggiudicazione di forniture sarebbe stata concordata preventivamente con ditte di gradimento degli indagati. In parallelo sono state scoperte delle omissioni inerenti la lavorazione del sangue contenuto nel cordone ombelicale donato dalle madri al momento del parto. Inoltre alla banca di Sciacca, non sarebbero stati effettuati i necessari esami immunologici sulla madre e sul neonato.
Questi hanno cosi’ potuto percepire indennita’ di disoccupazione agricola per un importo di circa 40 mila euro. In materia di polizia ambientale, su delega d’indagini da parte della Procura Repubblica è stato scoperto un deposito irregolare di oli esausti. Sono stati eseguiti inoltree, n. 5 interventi d’iniziativa, finalizzati a contrastare l’abuso edilizio sul demanio marittimo, il sequestro di n. 3 discariche abusive di vario materiale, tra cui eternit, materiale ferroso e plastico e pneumatici. Inoltre, nell’ambito di una verifica fiscale, è stato scoperto, un deposito irregolare di rifiuti pericolosi. Complessivamente, sono stati denunciati n. 8 soggetti.
Nella lotta alle scommesse clandestine e nel contrasto al gioco d’azzardo, sono stati segnalati n. 21 soggetti e sottoposti a sequestro 37 tra video-poker e video-games. Nel settore del contrasto all’immigrazione clandestina, anche con l’apporto delle unità aeronavali del Corpo, sono stati fermati n. 915 soggetti stranieri, di cui 9 minori ed un natante è stato sottoposto a sequestro.
Nel settore delle accise sugli oli minerali, sono stati eseguiti 7 interventi che hanno permesso di verbalizzare 7 soggetti di cui 4 denunciati ed il sequestro di oltre 40 tonnellate di prodotti petroliferi, di un deposito di g.p.l. e della relativa area demaniale di circa 1.000 metri quadrati.
Le attività di servizio nei confronti dei commercianti al dettaglio si sono sviluppate mediante 2.677 controlli in materia di scontrino fiscale e/o ricevuta fiscale e 893 controlli su strada con una percentuale di mancate emissione rilevata, in materia di scontrino e ricevute fiscali, del 25%.
In materia di Codice della Strada, sono stati elevati oltre 500 verbali, sequestrate nr. 5 autovetture e riscosse somme pari a circa 33 mila euro per violazioni al codice della strada e tra aprile e maggio sono stati sequestrati n. 1834 caschi non omologati.
