16 Giugno 2024
Agrigento e Provincia

TRUFFA. Maxi evasione fiscale tra Ravanusa e Canicattì, deunciati 120 imprenditori

gdfLe fiamme gialle agrigentine hanno sventato una maxi evasione fiscale da un miliardo di euro.

Denunciati a conclusione dell’indagine 120 imprenditori di Ravanusa e Canicattì attivi nel settore del commercio di metalli e rottami ferrosi.

L’accusa per tutti è di dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le verifiche fiscali delle guardia di finanza, durate oltre due anni, hanno permesso di accertare e segnalare all’Agenzia delle entrate, per il recupero a tassazione, ricavi sottratti al fisco per oltre 80 milioni di euro e omesso versamento dell’Iva e dell’Imposta sulle attivita’ produttive per oltre 15 milioni di euro.

Dall’analisi delle movimentazioni bancarie i finanzieri hanno accertato che, sistematicamente, al versamento di un assegno circolare o bonifico bancario che regolava il pagamento di fatture seguiva, contestualmente, una operazione di prelevamento (in contante o con assegno bancario) di pari importo nel quale figurava come beneficiario il rappresentante legale dell’impresa che aveva ricevuto la fattura che documentava la cessione del materiale, diminuito di una somma che, verosimilmente, rappresentava la «provvigione» spettante alla società-cartiera emittente delle fatture per operazioni inesistenti.

Inoltre è stato scoperto un sistema che ricalca la tecnica dell’utilizzo della cosiddetta “società cartiera” costituita ad hoc e priva di qualsiasi struttura economica-imprenditoriale, che ometteva la presentazione delle dichiarazioni obbligatorie provocando, tra l’altro, una concorrenza sleale.L’azienda così costituita avrebbe permesso, quindi, l’immissione nel mercato di materiale ferroso “in nero” determinando, per il successivo anello della catena commerciale, la necessità di documentare gli acquisti in nero e quelli fittizi per giustificare le cessioni alle acciaierie, ovvero all’ultimo anello della catena.