“Per una volta, afferma La Mendola, ci piace immaginare che la politica del fare abbia il sopravvento su quella, molto più facile, del non fare (o meglio del “non lascio fare a te quello che non posso fare io”). Per una volta, ci piace pensare che i nostri rappresentanti della politica nazionale e regionale, al di là degli schieramenti in campo, lavorino gomito a gomito per dotare concretamente la nostra terra di un’infrastruttura sempre più essenziale, facendo in modo che Agrigento, alla vigilia dell’apertura del mercato del libero scambio, possa recitare il ruolo di cerniera euro-mediterranea, di luogo di scambio sociale, etnico, culturale, politico ed economico tra un’Europa in piena evoluzione ed i Paesi del Mediterraneo”.
“Abbiamo già perduto, aggiunge La Mendola, i primi 35 milioni di euro, precedentemente stanziati dalla Regione, adesso sembra che il Governo Regionale sia pronto a stanziare 50 milioni di euro, attingendo ai Fondi FAS: non perdiamo ancora una volta questa grande occasione. Ricordiamoci che, nel passato, mentre gli agrigentini si marcavano a vicenda, adducendo motivazioni di sostenibilità economica dell’infrastruttura, altre realtà hanno continuato a scippare finanziamenti regionali, statali ed europei per infrastrutture che talvolta si reggono appena. Per rimanere in Sicilia, si pensi all’aeroporto di Trapani-Birgi, su cui si continua ad investire, senza considerare la distanza irrisoria da Punta Raisi: da Trapani l’aeroporto Falcone-Borsellino, si raggiunge in meno di un’ora.
Ma i politici di Trapani, giustamente, difendono a denti stretti un’infrastruttura in ogni caso importante per lo sviluppo locale. Nessuno sottolinea la non sostenibilità economica di tanti aeroporti che, nel Paese, sopravvivono appena; tutte le attenzioni negative sono sempre riservate all’aeroporto di Agrigento; un’infrastruttura che sarebbe costata meno di tre chilometri di autostrada e che era stata già finanziata dalla regione sino al 50% dell’importo complessivo dell’opera. Qualcuno dirà: mancavano gli investimenti dei privati. Ma è abbastanza ovvio che gli imprenditori privati scenderanno in campo soltanto se sarà abbandonata la politica dei veti incrociati e, quindi, soltanto quando la realizzazione dell’infrastruttura sarà più che certa. Nel frattempo invitiamo la politica, il Governo Nazionale, la Giunta Regionale, gli assessori ed i parlamentari agrigentini, e tutte le istituzioni competenti, a sostenere l’azione del presidente D’Orsi affinché questo “sogno” dei cittadini della provincia di Agrigento diventi realtà.”
