Aeroporto, question time ieri al Senato.
Ed il governo, per bocca del sottosegretario Giachino ha risposto all’interrogazione del sen. Benedetto Adragna che aveva contestato le lettere («contraddittorie») a firma del capo di gabinetto, inviate al presidente della Provincia Eugenio D’Orsi: «Il Capo di Gabinetto non ha espresso alcuna volontà politica preclusiva in ordine alla costruzione dell’aeroporto di Agrigento, bensì intendeva rappresentare, in base agli elémenti forniti in merito dall’Enac, lo stato dell’istruttoria tecnica, fase propedeutica alla realizzazione del progetto presentato dalla Provincia di Agrigento. Invero – ha aggiunto Giachino – nell’appunto, premessa l’idoneità dell’area indicata e la compatibilità delle dimensioni dell’aero porto con le tipologie delle attività individuate nello studio, si formulavano riserve in ordine alla possibilità che la futura gestione aeroportuale fosse in grado di raggiungere l’equilibro economico sia per le caratteristiche intrinseche del futuro scalo sia per lo sviluppo del traffico».
«Con la successiva nota – ha ribadito Giachino – si è inteso precisare che la suddetta istruttoria risulta ancora in corso e dato che l’equilibrio economi co-finanziario è garantito, secondo quanto affermato dalla Provincia di Agrigento con risorse regionali non resterebbe che l’inserimento dell’opera nel piano di trasporto regionale, compatibilmente con le prescrizioni ambientali».
Riprendendo la parola Adragna ha però tenuto a precisare che: «Il Governo chiede di garantire l’equilibrio gestionale, facendo leva sull’opportunità di un aeroporto nell’area centromeridionale della Sicilia, in considerazione del traffico passeggeri. Eppure non si fanno simili valutazioni per Albenga, che ha un aeroporto, quello di Genova, a 70 chilometrie un numero di passeggeri pari a 1.851. E che dire poi dei 798 passeggeri annui di Siena. Gli stessi aeroporti che sono destinatari di aiuti dello Stato».

