Sit-in ieri pomeriggio, a partire dalle 17:00, dei Giovani Democratici di Agrigento che, con un apposito stand installato a Porta di Ponte, hanno incontrato la cittadinanza spiegando i principi e le criticità della riforma Gelmini, sotto discussione proprio in quei momenti alla Camera dei Deputati.
“Con rammarico -dichiarano i GD agrigentini- abbiamo registrato l’assenza di giovani, totalmente disinteressati alle sorti del sapere in Italia. Agrigento appare spenta, forse sfiduciata, l’opposto di ciò che in altre parti di Italia sta accadendo”. Il Polo universitario di Agrigento, infatti, conta seimila iscritti, ma non si sono registrati in questi giorni grandi episodi. All’università i GD, tuttavia, ieri mattina hanno fatto sentire la loro presenza attaccando striscioni, organizzando un’assemblea e confrontandosi con il presidente Joseph Mifsud.
“In serata -aggiungono-, abbiamo tristemente appreso che il testo ha ottenuto 307 sì e 252 no, con il voto contrario di Pd, Idv, Udc, Liberal Democratici e l’astensione del gruppo Api; attendiamo, adesso, che approdi in Senato. Dal canto nostro, manteniamo alta l’attenzione, condannando le manifestazioni violente, continuando a informare la gente ad ogni passo compiuto dalla riforma fino a Palazzo Madama, prima del quattordici dicembre, data prospettata dai media come il giorno della possibile sfiducia al governo di centro-destra. Intanto -concludono-, sono stati aggiunti due emendamenti che non hanno, però, modificato l’impianto della legge, di cui uno su proposta del Pd riguardante i limiti dei docenti a contratto. Lo scopo è quello di porre fine alla scabrosa e indecente proliferazione di tale tipologia di docenti, utilizzati spesso per coprire i vuoti di organico nell’università”.

