Zina Maligno, madre del piccolo Stefano Lattuca curato grazie a una raccolta di fondi, ringrazia quanti hanno partecipato alla gare di solidarietà.
Ecco il testo della sua lettera: Eccoci qui ancora una volta, non ci siamo dimenticati assolutamente di voi: non potremmo mai! Il nostro rientro risale al 28 Luglio. Sono già passati circa 4 mesi: periodo per ristabilire i ritmi di tutti i giorni e, in primo luogo, il ritrovarsi di nuovo tutti insieme. Siamo arrivati in America il 12 Ottobre. L’ambientarsi non è stato affatto facile, perchè comunque eravamo a contatto con una cultura, lingua e tradizioni totalmente diversi da quelle nostre. Le uniche cose che ci davano sollievo sono state: l’incontro con le famiglie italiane, residenti lì da una vita, e il trovarsi a contatto con una struttura stavolta veramente adeguata a Stefano. Ebbene sì, 10 mesi di duro e faticoso lavoro da parte nostra e soprattutto da parte di Stefano svolgendo diversi tipi di attività quali: fisioterapia, logopedia, ippoterapia, piscina, cranio sacrale e, non meno le 146 iperbariche (il vero motivo della nostra partenza). Il tutto aveva inizio la mattina alle ore 7 per poi terminare alle ore 17.00, sei giorni su sette. Vi sarete sicuramente chiesti quali sono stati i risultati dopo tutto questo intenso lavoro, ebbene ve ne elenco alcuni:
• maggiore controllo dei suoi movimenti distonici;
• un ottimo controllo del capo, un pò meno per il tronco;
• mangia seduto sulla sua sedia e non più in braccio;
• è migliorata la masticazione;
• e per finire la piscina, un sogno che Stefano realizzava a contatto con l’ acqua, fidandosi ciecamente della terapista e di tutti gli altri operatori che hanno lavorato con lui in grande sintonia. Due grandi traguardi raggiunti, tra tutti gli altri,sono stati:
• il riuscire ad avere una posizione eretta tramite un tutore, permettendogli di deambulare sulle sue gambe, quindi a calpestare per la prima volta il manto stradale;
• l’utilizzo di un computer a controllo oculare che gli potrà permettere una comunicazione e una comprensione più facilitata verso gli altri, ma ciò è ancora in fase di sviluppo.
In tutto questo tempo, di certo non sono mancati i periodi difficili per Stefano che sono stati superati anche grazie al problem solving attuato dagli stessi operatori. Eravamo, dunque, riusciti a creare un bel programma di lavoro con grande soddisfazione e gratificazione, ma con rammarico dovevamo rientrare nel nostro paese e continuare il lavoro qui. A questo punto bisogna chiarire un dubbio che molti hanno su un nostro eventuale ritorno in America. Noi stiamo cercando di evitarlo! Ebbene, si sta continuando il lavoro iniziato in America anche se molto a singhiozzo. L’unica attività che si è riusciti ad impostare quasi subito è solo la logopedia, mentre troviamo grosse difficoltà a praticare la fisioterapia (indispensabile per Stefano). Vi siamo grati per la vicinanza, l’aiuto concreto e l’affetto mostrato. Cogliamo l’occasione per augurarvi un Sereno e Felice Natale, dalla famiglia Lattuca. Grazie.

