Si tratta di un fucile da guerra calibro 303, perfettamente funzionante, facente parte dell’arsenale – composto da armi da guerra e comuni da sparo e relative miunizioni, oltre che da decine di armi a salve e softair – detenuto illegalmente, nella sua abitazione, da Sebastiano Spagnolo, cattolicese di 52 anni.
La scoperta è stata fatta dai carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Liborio Riggi che hanno fatto scattare la perquisizione con il coordinamento del capitano della compagnia dei carabinieri di Agrigento Giuseppe Asti.
Scrive F.M: “Arsenale da guerra? Ahahahhah…,sono dei giocattoli da soft air ahaha in queste foto dei carabinieri nemmeno Bin Laden è in grado di procurarseli kalashnikov ahahhaha giocattolo pure quello, di vero c’e’ qualche cartuccia e le divise da carabinieri e lu fangu versato sul paese scrivendo un 98 % di falsità in prima pagina!”.
Posta G.D.B.:“Concordo con la solidarietà a Nello Spagnolo, nostro concittadino che per quanto ne so, è un simpatico quanto avventato fanatico delle armi, sicuramente non un terrorista nè un magazziniere della mafia. Ripeto: per quanto ne so io, e mi auguro di non sbagliare.
Che poi la maggiorparte fossero armi Soft-air e quindi non vere armi, questo non toglie che alcune delle armi ritrovate sono vere armi da guerra;
Il possesso e il porto di armi sono giustamente limitati da severe regole, che in questo caso sembra siano state abbondantemente disattese; altrimenti non penso che i Carabinieri avrebbero avuto il piacere di arrestarlo.
Quanto poi alle affermazioni di cui sopra, relative al modo di trattare la notizia da parte della stampa:
Pur non essendo d’accorodo con il titolo scelto dal caporedattore (“Arsenale da guerra ecc…”, io per esempio avrei titolato “Arrestato collezionista di armi”) e pur non essendo d’accordo con la scelta del giornalista di iniziare con un sensazionale e cinematografico incipit “Avrebbe potuto fare come Rambo”) tuttavia non mi sento di condividere alcune critiche sulla presunta malafede del cronista in questione.
Per 3 motivi.
1) Quando uno fa il giornalista e gli altri no, ognuno sceglie l’incipit, lo stile, il taglio che crede migliore, in base alle proprie convinzioni, alla propria esperienza, alla propria formazione ecc. Possiamo non essere d’accordo e se ne può discutere, ci mancherebbe: mica i giornalisti sono obbligati per contratto a essere infallibili o a far coincidere sempre e comunque i propri incipit con i gusti della gente. Ma quando questo avviene mi sembra sbagliato parlare di malafede.
2) Chi è così bravo a criticare potrebbe intraprendere la carriera di giornalista e misurarsi con la realtà di un mestiere, magari ci riesce meglio del giornalista in questione e in quel caso sarebbe più utile come cronista che come critico ;)
3) 50 e passa armi, di cui una decina vere e circa 40 riproduzioni fedeli di armi vere, kit per confezionare e modificare munizioni, sirene, spara razzi di segnalazione ecc., pur essendo parte di una collezione privata (come mi auguro che Nello riesca presto a dimostrare) fanno obiettivamente un Arsenale!
Che poi certi episodi gettino discredito all’immagine di Cattolica, è pur vero, ma non credo che la soluzione sia certo quella di nascondere le notizie. Altrimenti ha ragione chi critica Saviano. e non è così.
Per Cattolica e la sua immagine si possono fare sicuramente tante cose: la critica è una di queste, purchè non ci si limiti a criticare e basta, ma per molti criticare sembra purtroppo essere ancora un piacere fine a se stesso”.
