Mazzette all’Utc di Agrigento, l’indignazione del ‘popolo del web’

“Sono davvero contento che lo Stato c’è. Grazie perciò a quanti oggi lo rendono presente con l’operazione effettuata.

Mi aspetto però, da semplice cittadino, che ci sia anche relativamente all’accertamento delle responsabilità del crollo del palazzo Lo Iacono e agli incomprensibili e ingiustificati ritardi circa la messa in sicurezza delle parti rimaste, della rimozione delle macerie, del rientro a casa degli sgomberati e della mancata assistenza degli stessi. Resto in fiduciosa attesa”. E’ uno delle decine di commenti, quello di Angelo Argento, postati su facebook, su twitter e sui vari siti d’informazione locale dopo l’operazione “Self service” – condotta dalla Digos e della Squadra mobile di Agrigento con il coordinamento del pool per reati contro la pubblica amministrazione della Procura della Repubblica agrigentina –  che con gli undici arresti di martedì scorso avrebbe fatto luce su un giro di tangenti all’Ufficio tecnico comunale di Agrigento. Sui social network si esprime “l’indignazione” della città, c’è chi si firma con nome e cognome, chi con un nickname, chi in maniera “anonima”. C’è chi riflette, chi insulta. Il “tifo” sembra tutto per i magistrati e le forze dell’ordine. Emerge comunque la voglia di  esprimere la propria opinione.


“Addirittura si vedono fotogrammi che testimoniano il passaggio di mazzette, mi auguro che questi signori perdano il loro posto di lavoro a vantaggio, magari, di qualcuno più meritevole”, posta sul web Manlio Ottaviano. “Mai l’occhio dell’avido dirà, così come non lo dicono il mare e l’inferno: mi basta”, commenta Simona Vella citando Mateo Alemán (Vita del picaro Guzmán de Alfarache). Scrive Daniele: “50 anni fa il sacco di Agrigento, oggi quello del Villaggio Mosè, dove si costruisce ovunque ci sia posto, nei letti dei canaloni, su terreni soggetti a smottamenti, in barba quindi ad ogni regola: si segue solo quella del dio denaro”. Aggiunge Anna: “Noi cittadini non ci stupiamo più. Ci piacerebbe che le cose cambiassero. Ma i miracoli non esistono”.

“Non sappiamo bene le cose, ma se sono colpevoli che paghino”, è il commento di Maria Varisano. “L’inchiesta Self service è una pagina squallida della storia di Agrigento, in questo quinquennio non ci siamo fatti mancare nulla”, sostiene Lucio. Scrive un utente col nickname “Garibaldi”: “Se risulta vero quanto accertato dell’Autorità giudiziaria la corruzione non è nata da oggi a domani, in quanto le persone coinvolte sono tante. Se ci sarà condanna ben venga il risarcimento”.

Posta Pippo: “Ora siamo al completo: a giro durante questi cinque anni hanno scoperto sgami in tutti i settori, le persone giuste al posto giusto, ad ogni livello. Ma l’amministrazione se non vede una volta un problema è un discorso, ma se ogni giorno c’è uno scandalo in un settore diverso, di che politici stiamo parlando? Che capacità gestionali hanno? E non sono (indirettamente) responsabili di non aver reso funzionanti i servizi?”. “Quelle scoperte ad Agrigento con l’operazione Self service sono cose che succedono in diversi Utc dei paesini – scrive Paolo – le inchieste devono essere estesi a tutti gli uffici tecnici, dove i vari impiegati e dirigenti fanno i loro porci comodi, accordandosi con i vari compagni di merende di turno”.