Moncada shock, le intercettazioni su Grandangolo

“E’ un Salvatore Moncada che non ti aspetti quello intercettato lungamente dal personale della Squadra mobile e della Digos della Questura di Agrigento. Un personaggio del tutto diverso rispetto all’uomo immagine e re dell’eolico che crea fondazioni per il bene di Agrigento e che aveva persino pensato di spendersi per la città dei templi cin una candidatura abortita qualche giorno fa”.

E’ sul numero 50 di  Grandangolo – il giornale di Agrigento  diretto da Franco Castaldo – in edicola oggi,  che vengono pubblicate in assoluta esclusiva le intercettazioni e le indagini che hanno riguardato il re dell’eolico, Salvatore Moncada. L’inchiesta, una derivazione del blitz “Self service” racchiude molte clamorose novità.


Spiega Grandangolo: “Lo scenario investigativo è quello creato proprio da Moncada con una pubblica denuncia con la quale accusava il consigliere comunale Maurizio Calabrese di aver chiesto una sorta di “pizzo” ambientale con l’assunzione di un giovane nelle sue imprese. Assunzione avvenuta per non pregiudicare, aveva affermato, l’esito delle numerose intraprese imprenditoriali in quel momento in corso con il Comune di Agrigento. L’inchiesta, puntualmente riportata sabato scorso da Grandangolo, non ha avuto ulteriori sviluppi giudiziari. Sono sembrate convincenti le spiegazioni fornite da Maurizio Calabrese in pieno Consiglio comunale: “Si ho chiesto di aiutare un giovane –  aveva detto –  è reato”? E dalla denuncia di Moncada, sotto intercettazione non è finito solo Calabrese ma anche lo stesso Moncada. Un lungo periodo sotto osservazione che ha consentito al personale della Digos e della Mobile di redigere un rapporto, già in mano ai pm della Procura non privo di criticità e, forse, anche qualche reato. L’aviopista, per Moncada è il cruccio principale, è lo evidenzia lo stesso imprenditore nei colloqui intercettati. L’imprenditore-contestatore non fa mistero che con la struttura realizzata a due passi da casa trarrebbe immediato giovamento: non farebbe la fila al check in degli aeroporti e non avrebbe da rispettare orari dei voli. Insomma, un aeroporto ad uso personale che  – a parole – voleva regalare alla città di Agrigento. Con annesse un’ottantina di suites per turisti facoltosi. Se non avessimo letto con i nostri occhi le trascrizioni che seguono non ci avremmo mai creduto. Un’intera pagina  di Grandangolo viene dedicata alla complicata vicenda”.