“E del resto – così dà oggi la notizia il quotidiano La Sicilia in prima pagina a firma Fabio Russello – era stato lo stesso arciprete don Leopoldo Argento a chiarire quasi subito che quella scritta vergata in rosso sulla porta laterale della chiesa non era stato un messaggio della criminalità organizzata dopo la coraggiosa scelta dell’arcivescovo Montenegro di celebrare i funerali ‘ridotti’ per il presunto mafioso Giuseppe Lo Mascolo. Le prime risultanze investigative avrebbero imboccato la strada giusta”.
Di certo c’è che a Siculiana si continua a parlare di questo gesto che resta comunque inquietante per il luoghi in cui è stato fatto. E resta inevitabilmente legato al “caso Lo Mascolo” in quanto chiunque sia stato a compiere l’insano gesto lo ha fatto subito dopo il “funerale col rito abbreviato” – celebrato così per decisione del vescovo – dell’indagato per mafia approfittando della “visibilità” del momento.
Sarebbe a questo punto ragionevole che qualcuno provasse a fare chiarezza su questa vicenda. Pare che anche il vescovo monsignor Francesco Montenegro possa saperne qualcosa, ma dalla Curia esce fuori solo il massimo silenzio, mentre presunti innocenti sono in questi giorni nel tritacarne dei pettegolezzi. Su lamicodelpopolo.it, la voce web della chiesa agrigentina, la notizia degli “sfregi” al santuario del Cristo Nero non è stata proprio pubblicata. E’ comunque molto probabile che in ambienti ecclesiastici la sappiano più lunga dei comuni mortali che attendono di capire cosa sia veramente successo nel santuario del Santissimo Crocifisso di Siculiana.
Siculiana, ‘sfregiato’ il Santuario del Cristo nero
