Nel corso delle rispettive audizioni, entrambe le donne riferivano che il loro congiunto Pietro Chillura era un esponente della famiglia mafiosa di Alessandria della Rocca retta da Emanuele Sedita fino alla sua morte avvenuta nel 1995 allorquando venne ucciso in una sorta di regolamento di conti tra esponenti di diverse famiglie mafiose. Successivamente alla sua uccisione il reggente della famiglia mafiosa di Alessandria della Rocca divenne il cognato, Gaetano Sedita detto “u gaddru”,mentre immediatamente sotto lui vi era Domenico Ligammari, titolare di una tabaccheria nella piazza centrale del paese. Tra gli altri membri della famiglia mafiosa dovevano poi essere annoverati tali Perrone Domenico, Scaglione Felice, Sedita Antonino, Caltagirone Giuseppe detto “pampinedda“, Canzoneri Stefano detto “Fumarolo“, Pillitteri Santo detto “caca all’addritta”, Ligammari Salvatore, figlio di Domenico e Perzia Pietro, quest’ultimo da diverso tempo trasferitosi all’estero e molto amico del loro congiunto.
Per quanto concerne, infine, l’uccisione del loro congiunto avvenuta nel 2005, entrambe le donne di dichiaravano. per averlo appreso dal diretto interessato nei mesi antecedenti il suo omicidio che Pietro Chillura da diverso tempo era stato messo in disparte dagli altri mafiosi dopo che diversi mesi prima si era rifiutato di eseguire l’ordine impartitogli dall’allora capomafia Emanuele Sedita di uccidere tale Giuseppe Candileri (fortunatamente mai ucciso) il quale, a sua volta, aveva mancato di “rispetto” nel confronti di Felice Scaglione per questioni inerenti l’irrigazione di alcuni terreni confinanti. In particolare, in quella circostanza Pietro Chillura aveva fatto sapere ad Emanuele Sedita per il tramite di un amico comune anch’egli facente parte della famiglia mafiosa di Alessandria della Rocca ed espressamente indicato dalle due donne in Giuseppe Comparetto, che avrebbe eseguito il suo ordine di uccidere,Candileri soltanto se Sedita gli avesse messo a disposizione nel gruppo di fuoco il figlio Antonino. Circostanza questa che avrebbe mandato su tutte le furie il capomafia che da quel momento non lo avrebbe più interpellato così come gli altri componenti della famiglia mafiosa. E per Pietro Chillura fu l’inizio della fine.
Oggi Laura Chillura e Maria Romanello sono entrate nel programma di protezione per i collaboratori di giustizia e vivono in una località protetta.
