
La frana di Gimigliano “procede lentamente, causando lesioni a fabbricati, alcuni dei quali sgomberati, e franamenti localizzati. Non possiamo escludere evoluzioni in senso peggiorativo e un processo di accelerazione – continua Cappadona – soprattutto se associato al pericolo sismico che caratterizza quest’area come tutta la Calabria”. Una situazione, quindi, “che va tenuta sotto costante controllo per capire se gli spostamenti stanno accelerando e garantire la sicurezza. Andrebbero attuati interventi strutturali per mitigare il fenomeno visto che e’ impossibile fermare il movimento”. Quella di Gimigliano e’ una frana molto profonda: tra i 50 e i 70 metri. Per fare un paragone, basta pensare “che le frane superficiali sono quelle dai 3 ai 4 metri di profondita’, quelle normali 15 metri”, conclude il geologo calabrese. Per restare nella regione, tristemente famosa e’ la frana di Jano’, a Catanzaro, che e’ parte del centro abitato e continua ad alternare momenti in cui sembra stabilizzarsi a riattivazioni. Anche ad Ancona insiste una frana non esaurita, cioe’ attiva, e particolarmente profonda. Una frana sotto controllo, si’, ma “che non si puo’ fermare ne’ stabilizzare – spiega Gian Vito Graziano – l’unica cosa che si puo’ fare in questo caso e’ rallentare il movimento”. Come intervenire sulle frane che interessano i centri abitati? “A volte si puo’ intervenire, ma servono opere importanti e finanziamenti di milioni di euro; altre volte, nel caso di frane profonde come quelle di Agrigento o Gimigliano in Calabria, non si puo’ intervenire, quello che si puo’ fare e’ monitoraggio, contenimento e il consolidamento per mitigare i rischi”, spiega Graziano. Ma se consolidamento e monitoraggio aiutano a prevenire i danni, a remare contro sono “il consumo di suolo, l’impermeabilizzazione del terreno e il disboscamento che influiscono sul regime delle acque – aggiunge Graziano – e anche l’abbandono delle campagne contribuisce ad aumentare il rischio perche’ gli agricoltori svolgono un ruolo importantissimo sul controllo e la tutela del territorio”. (Adnkronos)
