“Questo governo non va bene. Lo abbiamo detto in tutte le salse e in tutti i modi. Abbiamo stabilito in un accordo romano che il partito e Crocetta avrebbero instaurato un rapporto per il governo e per le riforme, proprio perchè non andava bene. E’ inutile ribadirlo come a voler dire che a qualcuno andasse bene. Crocetta si è detto disponibile a quel confronto. Ho gradito la sua apertura e mi sono messa a disposizione. Non tanto o solo, Mila Spicola, ma io vicesegretario del PD, “rappresentante dell’area Renzi”, ma, per me, vicesegretario del PD Sicilia e basta”. Cosi’ su Facebook il vicesegretario regionale del Pd in Sicilia, Mila Spicola dopo le ultime polemiche interne al Pd. “Chiunque parla di sfiduciare o legittimare Fausto Raciti e lo fa a suo nome e iniziativa e non all’interno di una discussione degli organi del Partito Democratico sfiducia e legittima anche me – dice – Il congresso è stato vinto su un’idea di unità tra asse Cuperlo e asse Renzi, o meglio tra giovani turchi a roma e cuperlo in sicilia e area renzi siciliana.
A Roma ha funzionato, ci ho creduto e l’ho votato in Direzione Nazionale. Quell’asse ha condotto Matteo Renzi al governo d’Italia e alla presidenza di Matteo Orfini. In Sicilia non sta funzionando. Qualcuno dice per colpa di Crocetta e qualcuno dice per colpa nostra. Ne parleremo in direzione. Ma sia chiaro, la sfiducia a Raciti è la sfiducia a quell’asse. Di cui io mi sento di fare parte piena.Delegittimato Fausto sono delegittimata io. Sfiduciato Fausto, mi ritengo, automaticamente sfiduciata io. Pur nella diversità di posizioni. Che comunque spero si portino a sintesi per poter portare un sostegno al governo e ai siciliani. Se così non accadrà, in direzione regionale, non altrove, troveremo altre posizioni da proporre. Purchè, sia chiaro, il pd sia strumentale e d’aiuto alla Sicilia, non viceversa”. E ancora: “Non condivido gli attacchi personali. Accuse reciproche di ipocrisia o altro. Mi pare che i contrasti siano sempre chiari e manifesti, ma esulino dalle offese personali, perché le offese rivelano solo mancanza di argomenti. Per parafrasare Antonello: la mancanza di politica genera l’offesa. I contrasti sono e devono rimanere entro la politica, anche durissimi, ma entro la politica e lasciando fuori l’offesa. Offese, dileggi, allusioni che vedo e leggo e sento da parte di tutti contro tutti non devono far parte dell’agire degli iscritti e dei dirigenti di un partito che ha un suo codice etico e che appende nelle sue stanze le immagini di Enrico Berlinguer, di Pio La Torre, di Aldo Moro e di Piersanti Mattarella. Al di là dei contrasti io credo nel partito. E chi invoca un partito unico nelle parole, nei fatti si mette di traverso ogni qualvolta si tratta di costruire o organizzare qualcosa insieme, con la logica degli ostruzionismi”. (Adnkronos)
