Parlando del suo rapporto personale e politico con La Torre, Emanuele Macaluso ha tenuto a difendere la dignità storica del Partito comunista, con parole che tanto più oggi meritano una seria riflessione: «Basta con le celebrazioni interessate e inutili. Antonio Gramsci è stato prima di tutto il fondatore del Partito Comunista. Berlinguer è stato in primo luogo il segretario generale del Partito Comunista. Pio La Torre è stato, prima di tutto, un capacissimo dirigente del Partito comunista. E il Partito Comunista è stato, prima di tutto, un grande baluardo della democrazia italiana».
Sull’importanza della lezione politica di Pio La Torre è intervenuto inoltre il senatore Nicola Cipolla, raccontando particolari inediti della militanza comune. Si dice poi molto legato al libro proposto dalle Edizioni di Storia perché per la prima volta sono pubblicati documenti essenziali «grazie ai materiali forniti dal Cepes». Suggerisce quindi che questo testo venga fatto conoscere nelle scuole, per consolidare la coscienza civile nel mondo giovanile. Dello stesso avviso è Pino Amadore (che ha coordinato la discussione), secondo cui «il nuovo libro getta un nuovo fascio di luce sul lavoro politico di La Torre, per gli inediti che contiene e perché, con scrupolo di ricerca, si pone oltre le celebrazioni fini a se stesse che negli ultimi anni sono diventate una consuetudine del nostro paese». Carlo Ruta concentra invece la sua attenzione sulle peculiarità della sinistra comunista ai tempi di La Torre, sostenendo che il dirigente siciliano «di formazione meridionalistica, ha innovato l’analisi sulla mafia, perché ne ha avvertito i mutamenti in profondità»; ed ha aggiunto: «In questo senso è stato espressione di un intellettuale collettivo al lavoro, che tuttavia ha dovuto lasciare il posto al grande vuoto collettivo di questi anni». L’incontro è stato presieduto da Salvatore Nicosia, presidente dell’Istituto Gramsci, il quale ha espresso il suo pieno apprezzamento per il libro, «per l’impegno di ricerca e la mole dei materiali raccolti».
