Riforma pensioni, Cgil: la flessibilità non può però essere barattata con ulteriori penalizzazioni
La dirigente sindacale, illustrando le proposte della Cgil per la riforma pensioni, precisa che “la flessibilità non può però essere barattata con ulteriori penalizzazioni: il sistema contributivo comporta già una riduzione dell’assegno in caso di pensionamento anticipato, e ulteriori tagli non sarebbero ammissibili”. “Un intervento e’ doveroso anche in nome della giustizia sociale”, sostiene Lamonica, che spiega come l’innalzamento dell’età pensionabile si abbatta “su tutti i lavoratori e su tutte lavoratrici, indipendentemente dagli impieghi svolti”. “E’ inaccettabile: i lavori non sono tutti uguali e non si può chiedere a chi ha un’occupazione usurante o comunque gravosa, di lavorare fino a 67 anni. Così come – continua la sindacalista secondo quanto riporta l’Agi – non è possibile non tener conto dei lavoratori precoci”. Infine, per la segretaria confederale della Cgil “mettere mano alla legge Fornero è necessario anche per il futuro dei giovani”. Infatti “ad essere maggiormente penalizzati dalle norme introdotte dal governo Monti, oltre alle donne, sono coloro che a causa della dilagante precarietà hanno carriere e storie contributive discontinue”. “Se oggi vivono una condizione occupazionale di incertezza e di bassi salari – sottolinea – rischiano domani di diventare pensionati poveri, un danno enorme per il futuro del Paese”.
