“Dal fumo del cementificio – ha scritto in una nota Di Bella – a quello dei rifiuti da bruciare: questo il destino che ci stanno preparando. Due mesi fa si sono riuniti attorno ad un tavolo a Roma il Sindaco di Porto Empedocle Firetto con dirigenti del ministero dello sviluppo economico, della Regione, di Italcementi, dei sindacati per esaminare alcune proposte di riconversione del cementificio. Appare chiaro dalla lettura del verbale che è ‘considerata più sostenibile’ l’idea di realizzare un impianto di produzione di combustibili solidi secondari bruciando rifiuti provenienti da ogni parte della Sicilia e non solo. Del tutto trascurata invece è l’idea di un ‘rafforzamento in chiave turistica del sito’. Firetto – ha aggiunto Di Bella – ha dato quindi la disponibilità a realizzare usare il nostro territorio anche per un progetto che in tantissime altre città viene realizzato ben lontano dai centri abitati per non mettere in alcun modo a repentaglio la salute della gente che proprio un Sindaco dovrebbe per primo tutelare, essendo il primo responsabile”.
Non si è fatta attendere la replica di Lillo Firetto che anzi annuncia un Piano per l’abbattimento delle ciminiere. “Si tratta di una bufala col botto. Tra ciò che sostanzialmente c’è di vero, è un’interlocuzione in stato avanzato con Italcementi – ha spiegato il sindaco empedoclino – per l’utilizzo delle sedime per eventuali operazioni di riconversione che non prevedono affatto la riaccensione dei forni. Anzi, nei prossimi giorni – ha annunciato Firetto – sarà ufficializzato un Piano per l’abbattimento delle ciminiere che hanno costituito nel tempo una robusta invasività ambientale”.
