Invece una vera e propria “Vampa di Agosto”, come quella del romanzo di Camilleri, ha cambiato tutti i nostri programmi e la vendemmia è iniziata proprio il 4, mentre tornavo: le prime uve raccolte, le ho viste in foto dall’aeroporto. Questo per dire che la vendemmia 2017 era preparata alla perfezione: la Sicilia non aveva avuto quei problemi di freddi primaverili con gelate, c’era stato un basso apporto di piogge ma niente di particolare. Fino a luglio la vigna era in perfetto stato sanitario, solo con un leggero calo della produzione attorno al 10%, proprio dell’annata. Poi la Sicilia “ha fatto la Sicilia” e un periodo prolungato di caldo nella prime tre settimane di agosto ha riscritto la storia di questa vendemmia – seppure non in modo omogeneo – come una vendemmia con un grande calo produttivo, che si è attestato attorno al 25%. Niente di apocalittico, come alcuni media hanno invece scritto, ma cose che chi fa l’agricoltore conosce bene. Dopo un agosto eccezionalmente caldo, le condizioni meteorologiche sono cambiate. A settembre e ottobre piogge e temperature ideali hanno cambiato il destino delle uve e delle zone ancora da vendemmiare.
Il calo produttivo ha quindi una duplice origine. Schematicamente, per il 10% è relativa alle fisiologiche caratteristiche dell’annata, anche prima dell’ondata di caldo, e per il successivo 15% ai fenomeni di riduzione di peso e del cosiddetto “shriveling”, derivanti dal caldo prolungato (diverso nelle varie zone dell’Isola), che ci ha costretti ad una selezione ulteriore in fase di vendemmia e di ricezione delle uve. Questa è in ogni caso una generalizzazione – chi è viticoltore sa che varietà per varietà, parcella per parcella, le cose mutano – ma che crediamo dia una fotografia abbastanza puntuale della vendemmia ad ovest. Quello che ci teniamo a comunicare e che le uve entrate nelle cantine sono di qualità ottima, certamente in uno stile di vendemmia muscolare.
Ma se questo racconto vale per la Sicilia occidentale e in parte per il sud est, del tutto diverso è lo scenario a nord est dove anche questa volta la Sicilia “ha fatto la Sicilia” nel senso di mostrare le enormi diversità del piccolo continente viticolo siciliano, regalando una vendemmia eccellente sull’Etna e indimenticabile a Capo Milazzo. Storie quindi del tutto diverse quest’anno in Sicilia. Una vendemmia che va letta bene e interpretata nei diversi territori. E un racconto che cambia: prima la “Vampa d’agosto”, poi un settembre e un ottobre veramente ideali. Noi ora chiudiamo queste pagine, sempre belle e importanti per la nostra formazione e per la nostra storia, e con lo stoicismo tipico dell’agricoltore ci rimbocchiamo le maniche e attendiamo la prossima vendemmia: tra 10 mesi si ricomincia con storie nuove da vivere e da raccontare.
Alessio Planeta
