
Lo Bello, candidata nella lista del Pd ad Agrigento dopo il passo indietro dello stesso governatore che ha deciso di non presentare la lista del Megafono facendo confluire i suoi dentro la lista ‘Micari presidente’, è rimasta fuori da Palazzo dei Normanni. “E’ stata una vicenda gestita male dal Pd nazionale” spiega, aggiungendo, però, che la leadership di Renzi non è in discussione. “A Renzi bisogna dire che ha fatto un errore. Io, comunque, non sono per la ricerca di un capro espiatorio, c’è bisogno, invece, di una verifica politica. Ormai – ammette la vice presidente della Regione siciliana – il partito è diventato il luogo in cui si cercano i vincitori e si massacrano i vinti”. Per Lo Bello, allora, va avviata una discussione interna perché “questa è la prima puntata di quello che potrebbe accadere al livello nazionale”. Guardando indietro al risultato delle urne per la numero due di Palazzo d’Orleans non ci sono dubbi.
“Era una sconfitta annunciata, si è fatto in modo di perdere – dice -. Micari è una persona degna di stima ma la sua candidatura è stata frutto di arroganti esclusioni. Orlando ha usato Micari, in accordo con pezzi di questo partito come Faraone, perché voleva cancellare cinque anni di Governo Crocetta, di cui il renziano è stato parte integrante con i ‘suoi’ assessori”. “Ora dobbiamo guardare ai prossimi cinque anni e utilizzare questo tempo utilmente – conclude Lo Bello -. Questo Pd sa fare opposizione, lo ha dimostrato in questi cinque anni, mi aspetto che lo faccia in maniera costruttiva perché la Regione ne ha bisogno, affidando al governo nascente una sorta di proposta affinché si dia continuità alle cose buone fatte”.
