“E’ una indagine che definisco monumentale, possiamo dire di avere arrestato quindici boss mafiosi di rango”. Così Paolo Guido, procuratore aggiunto della Dda di Palermo, nel corso della conferenza stampa, sull’operazione Montagna. “Al di là dei fatti accertati, che documentano una attività imponente e massiva – ha aggiunto secondo quanto riporta l’Agi – Cosa nostra nell’Agrigentino è viva, attuale e operativa. La cosa più preoccupante, leggendo gli esiti di queste attività, è che emerge uno spaccato sociologico relativo ad una ortodossia che ci riporta a 40 anni fa: perché alcune conversazioni intercettate rassegnano plasticamente concetti di Cosa nostra che credevamo superati: ‘non si chiama mafia si chiama Cosa nostra’; ‘Cosa nostra e’ tutto…’. ‘Cosa nostra significa rispetto; il rispetto è il rispetto, è la verita”: ciò dimostra che la filosofia e la cultura che emergono sono preoccupanti”.”Ad Agrigento – ha aggiunto Guido – c’è una dimensione mafiosa che è quella più autentica e preoccupante”.
