Cantieri lavoro affondati in Sicilia, solo un sindaco su 10 ha chiesto i soldi

Si sono fatti avanti in 38, ne avevano la possibilità in 384, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola. La dimensione del flop dei cantieri di lavoro sta tutta in queste due cifre. Quasi tutti i sindaci avevano avuto il via libera della Regione per chiedere una fetta dei 50 milioni disponibili per dare un impiego (seppure a termine) ai disoccupati eppure nessuno o quasi ha davvero messo in moto la macchina per incassare queste somme. E ora il governo sta pensando di dare l’ennesima proroga sperando che non passi troppo tempo e si perdano le risorse nazionali. I cantieri di lavoro sono una misura finanziata con i fondi Pac che la Regione tiene nel cassetto da circa due anni. Il nuovo governo ha provato a sbloccarla attivando i bandi. A ogni sindaco (tranne quelli di Catania, Palermo e Messina che partecipano a un altro bando) è stata data la possibilità di presentare piccoli progetti di arredo urbano, manutenzione e ristrutturazione di strade e piazze. In ogni cantiere possono essere impiegati 10 disoccupati selezionati dai Centri per l’impiego i contratti sono trimestrali, la paga oscilla fra i 500 e i 700 euro. Alla fine dovrebbero trovare spazio in 17 mila.

Questo il piano. Eppure da febbraio non si riesce ad accelerare la spesa dei 50 milioni disponibili. Al primo bando, in cui bisognava solo dare una disponibilità, non rispose quasi nessuno: furono necessarie due diverse proroghe e così ad aprile si fecero avanti in 384. Nel frattempo i Centri per l’impiego hanno fatto le selezioni dei disoccupati. Da quel momento però ogni sindaco doveva attivarsi: predisporre i progetti, approvarli in giunta e inviarli alla Regione, che a fine novembre dovrebbe finanziarli. Ed è qui che il sistema si è inceppato. Giovedì sera l’assessore al Lavoro Mariella Ippolito ha portato una relazione in cui si legge che «sono pervenuti 57 progetti da parte di 38 Comuni sui 384 che ne avevano diritto. Molti Comuni hanno fatto pervenire richieste di proroga motivandole con ragioni organizzative». Molti sindaci hanno scritto di non aver potuto concentrare energie su questi progetti perché impegnati in emergenze legate al dissesto idrogeologico. Per questo motivo l’assessore ha detto in giunta che sta valutando di concedere l’ennesima proroga. I termini per presentare i progetti formalmente scadono il 22 novembre, la proroga potrebbe spostare la scadenza al 31 dicembre. Anche se pare che Musumeci abbia mostrato una certa contrarietà ad assecondare i ritardi dei sindaci. Tra l’altro nella stessa relazione l’assessore ha informato la giunta del fatto che «difficilmente a questo punto i cantieri di lavoro potranno essere aperti entro l’anno».