VIDEO | Montevago, cabine elettriche diventano opere d’arte: murales realizzati dal maestro Paolo Manno

Sei murales su tre cabine elettriche prendono forma a Montevago. Il nuovo progetto di street art nel centro belicino si chiama “Cabine d’Arte” ed è realizzato dalla pro loco “Rutilio Scirotta”, in collaborazione con l’amministrazione comunale, nell’ambito delle iniziative di democrazia partecipativa. All’opera il maestro Paolo Manno, collabora l’artista Giuseppe Monreale; il progetto è dell’architetto Vincenzo Barrile. I primi quattro murales sono stati realizzati su due facciate di due cabine dell’Enel in via Giovanni XXIII e in piazza Aldo Moro, i lavori proseguiranno nella terza cabina in piazza De Gasperi. Il tema è quello delle mani che abbracciano la storia, la solidarietà, l’agricoltura e l’acqua della città termale.

“Cabine d’Arte – spiega il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – rientra in una serie di interventi che stiamo mettendo in campo per ridare nuovo colore e decoro alla nostra città togliendo un po’ di quel grigiore che dà il cemento. Abbiamo già realizzato il primo grande murales tra ruderi della vecchia Montevago in collaborazione con diversi artisti e abbiamo riqualificato piazza Vespucci. Oggi l’artista Paolo Manno, con l’autorizzazione dell’Enel che è intervenuta con la ristrutturazione delle cabine, sta realizzando dei murales che hanno come tema le mani. Mani che abbracciano la storia, rappresentata dalla nostra chiesa Madre distrutta dal terremoto del ’68. Mani che abbracciano la solidarietà, con generazioni e generazioni che si aiutano e trasmettono valori. Mani che abbracciano l’acqua, fonte di vita; e mani che abbracciano l’agricoltura, rappresentata dall’uva, dalle olive e dal grano. Porteremo avanti altri progetti del genere con l’obiettivo – conclude il sindaco – di migliorare il decoro urbano attraverso l’arte sia nel vecchio che nel nuovo centro, ringrazio per la preziosa collaborazione i diversi artisti locali e provenienti da diverse parti della Sicilia e d’Italia che contribuiscono a rendere più bella la città di Montevago”.