Uil Agrigento: ”Disastro strade, si aspetta il morto? Situazione gravissima, politica si assuma responsabilità”

In una nota la Uil di Agrigento prende ancora una volta posizione sul dramma strade nella nostra provincia dopo l’ultima frana della Passo Fonduto a Casteltermini con l’isolamento della comunità locale.  “A questo punto sul dramma strade, disservizi e pericoli ormai costanti – scrive Gero Acquisto, il segretario provinciale dell’organizzazione sindacale – ci chiediamo: qualcuno aspetta solo la triste cronaca di qualche morto? Ci auguriamo vivamente di essere smentiti da chi ha competenza e dovere civile e istituzionale per intervenire, provare vergogna è una diminutio, dopo la frana sulla Passo-Fonduto c’è una comunità isolata, da Castelterminese prima ma da agrigentino poi come fatto tantissime volte con la Uil non possiamo restare inermi e inerti con questo scempio, siamo cittadini italiani o dobbiamo essere espulsi da questa Repubblica? Ancora una volta sollecitiamo tutti: Governo nazionale, regionale, dipartimenti, Libero Consorzio ad intervenire, finora abbiamo troppe mega riunioni e scarsissimi risultati. Qui sono fuori uso la viabilità primaria, secondaria e i collegamenti essenziali da troppi anni.

A parte i noti numeri, finanziamenti e fondi, alla fine manca l’atto finale della chiusura di tutti i passaggi, le ruspe e i caterpillar in azione e ci riferiamo alle strade provinciali , per quelle statali non possiamo aspettare i tempi biblici della chiusura dei contenziosi e dei concordati, ci vuole una dead line e che i cantieri ripartano, chi controlla deve avere il potere di sostituire le ditte inadempienti. Non si possono lasciare le opere con le solite scritte incompiute, oggi è criminogeno per i cittadini agrigentini, per l’economia e per tutelare e salvaguardare i diritti essenziali di un intero territorio che è totalmente sprofondato in un’arretratezza viaria che non si può accettare e che va sanata senza bandierine o prepotenze, ma con i giusti e dovuti modi come stanno facendo nell’Italia ricca e sviluppata, visto che la lentezza e le querelle non possono essere ascritte al problema geografico del sud e del sottosviluppo. Vogliamo risposte immediate, i vecchi modi di gestire le opere pubbliche e lo scaricabarile deve essere una pagina ingiallita della storia, non un leit motiv che aborriamo e respingiamo con forza”.