Mafia, arrestato capo ultrà Juventus: rapporti col boss di Agrigento e traffico di droga

C’è anche un capo ultrà della Juventus tra gli arrestati nell’operazione della Dia in Sicilia. Si tratta, secondo quanto si apprende, di Andrea Puntorno, uno dei leader del gruppo ‘Bravi ragazzi’, che già in passato ha avuto problemi con la giustizia. Secondo gli investigatori e gli inquirenti Puntorno era in rapporti con il boss di Agrigento, Antonio Massimino. Le accuse nei confronti dell’ultrà sarebbero connesse al traffico di droga.

Andrea Puntorno è considerato dagli inquirenti referente di una delle principali piazze di smercio della droga nella città di Agrigento. In passato membro di un’organizzazione criminale con base a Torino, destinatario di misure cautelari per reati connessi al commercio illegale di sostanze stupefacenti e già indicato quale capo del tifo organizzato della Juventus,gruppo ultras “Bravi ragazzi”, nell’autunno 2018 ha rilasciato un’intervista al programma televisivo Report, ammettendo anche l’attività di bagarinaggio.

Più in generale, l’operazione Kerkent ha messo in risalto la figura criminale di Antonio Massimino (arrestato nel 1999 e nel 2005 nell’ambito delle operazioni Akragas e San Calogero), che, una volta scarcerato, aveva ripreso a svolgere la medesima attività criminale, assurgendo ai vertici della famiglia mafiosa di Agrigento/Villaseta per diretta investitura dal boss agrigentino Cesare Lombardozzi (deceduto).