Soldi e droga, la Ndrangheta e i legami con il clan agrigentino svelati dall’operazione Kerkent

Il clan agrigentino guidato da Antonio Massimino e la ‘Ndrangheta stretti da un patto nel nome degli affari. Soldi e droga. Cocaina, marijuana che viaggiavano a chili e, una volta vendute, avrebbero fruttato tanti soldi per finanziare le famiglie ma anche armi clandestine. Un accordo a 360 gradi che sarebbe stato possibile grazie ad Andrea Puntorno (nella foto), particolarmente noto a livello nazionale per il suo coinvolgimento nell’inchiesta sui traffici illeciti che giravano attorno al tifo organizzato dello Juventus Stadium di cui era un leader.

«Particolare significato, in tal senso, – scrive il gip – appare quanto avviene il 12.2.2016, data del viaggio di due uomini vicini al clan calabrese verso Agrigento». Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, gli inquirenti seguono il percorso e fanno scattare la perquisizione in uno dei depositi della «Calcestruzzi Villaseta»: i carabinieri sorprendono Giuseppe Messina che prepara le dosi. Scatta il sequestro di 3 chili di marijuana, mezzo chilo di cocaina, 300 grammi di sostanza da taglio, una pistola con matricola abrasa e diverse cartucce. Che si trattasse di un’operazione casuale ci avevano creduto in pochi. Ma gli inquirenti non scoprono le carte. La vicenda viene inquadrata al fuori del contesto mafioso e Messina verrà condannato a 2 anni e 4 mesi. Ancora calabresi in azione nel marzo dello stesso anno: Gregorio Niglia e Francesco Romano raggiungono Agrigento e vanno in un’abitazione utilizzata da Antonio Massimino dove trovano una donna, amica del boss, alla quale consegnano 400 grammi di ketamina e 67 grammi di cocaina. Anche in quel caso la donna viene arrestata e giudicata separatamente.

Ecco i nomi delle 32 persone arrestate nei giorni scorsi dalla Dia ad Agrigento e in altre Province della penisola (Palermo, Trapani, Catania, Ragusa, Vibo Valentia e Parma) nell’ambito dell’operazione Kerkent. Le accuse sono quelle di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento.

Le persone destinatarie di misure cautelari: James Burgio, 25 anni di Porto Empedocle, inteso “Jenny”; Salvatore Capraro, di Villaseta (Agrigento) 19 anni; inteso “Ascella”; Angelo Cardella, 43 anni di Porto Empedocle; Marco Davide Clemente, 25 anni di Palermo inteso “Persicheddra”; Fabio Contino, 20 anni di Agrigento; Sergio Cusumano,56 anni di Agrigento; Alessio Di Nolfo, 33 anni di Agrigento; Francesco Di Stefano, 43 anni di Porto Empedocle, detto “Francois”; Daniele Giallanza, 47 anni di Palermo inteso “Franco”; Eugenio Gibilaro, 45 anni di Agrigento; Angelo Iacono Quarantino, 24 anni di Porto Empedocle; Pietro La Cara, 42 anni di Palermo, inteso “Pilota’ o “Corriere”; Domenico La Vardera, 38 anni, inteso “Mimmo”; Francesco Luparello, 45 anni di Realmonte; Domenico Mandaradoni, 31 anni di Tropea e residente a Francica; Antonio Massimino, 51 anni diAgrigento; Gerlando Massimino, 31 anni di Agrigento; Saverio Matranga, 41 anni di Palermo; Antonio Messina, 61 anni di Agrigento inteso “Zio Peppe”; Giuseppe Messina, 38 anni di Agrigento; Messina Valentino, 56 anni di Porto Empedocle; Liborio Militello, 58 anni di Agrigento; Gregorio Niglia, nato Tropea e residente a Briatico, 36 anni; Andrea Puntorno, 42 anni di Agrigento; Calogero Rizzo, 49 anni di Raffadali; Francesco Romano, 33 anni nato a Vibo Valentia e residente a Briatico; Vincenzo Sanzo, 37 anni di Agrigento, inteso “Vicè ovu’; Attilio Sciabica, 31 anni di Agrigento; Luca Siracusa, 43 anni di Agrigento; Giuseppe Tornabene, 36 anni di Agrigento inteso “Peppi lapa’; Calogero Trupia, 34 anni di Agrigento inteso “Cuccu” e Francesco Vetrano, 34 anni di Agrigento, inteso “nivuru.