Pd verso le elezioni, Zingaretti incontra Calenda e accelera su lista Europee

Nicola Zingaretti accelera sul tentativo di dar vita ad una lista aperta alle elezioni europee. Il neo segretario del Pd, che domani incontrerà il candidato degli Eurosocialisti alla Commissione Ue, Frans Timmermans, ha avuto in giornata un faccia a faccia con Carlo Calenda e a giorni ne avrà un’altro con i dirigenti di +Europa. Intanto ha fatto anche capire che la proposta politica del “suo” Pd passerà anche attraverso gli atti che egli compirà come Governatore, per mostrare che una politica economica alternativa a quella del governo gialloverde è concretamente perseguibile.

Il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, per la prima volta ha fatto una apertura alla proposta di Carlo Calenda di una lista unica degli europeisti: “+Europa intende proporre per le europee il proprio simbolo; nel caso arrivasse una proposta di aggregazione elettorale più vasta, la valuteremo con attenzione”. Immediata la risposta di Zingaretti, altrettanto dialogante: “verificheremo le scelte di +Europa ma, qualunque saranno le loro decisioni, combatteremo una battaglia comune per cambiare l’Europa”. Il problema è il meccanismo elettorale, con le preferenze, che in caso di lista unica favorisce l’elezione dei soli candidati del Pd, che hanno un bacino elettorale più forte. “Non porto il sangue fresco – dice Bruno Tabacci – per non far poi eleggere nessuno dei miei”.

Certo, c’è la soglia del 4%, ma per +Europa forse ci sono più chance di eleggere propri deputati cogliendo la sfida della soglia che non correndo nella lista unitaria. Anche perché col nuovo segretario il Pd è connotato, almeno nella narrazione, più a sinistra, lasciando più spazi al centro: “Abbiamo due elettorati diversi – dice Tabacci – poi possiamo condividere un Preambolo comune, per esempio il Manifesto ‘Siamo europei’ di Calenda”. A questi Zingaretti ha spiegato che il Pd farà di tutto per condurre in porto la lista unica: in caso contrario Il Pd varerà liste aperte alla società civile. dove Carlo Calenda sarebbe assai gradito, specie al Nord. Calenda dopo l’incontro ha amemsso che “non è sicuro che si faccia il listone. Se non si fa chiedo ai firmatari del manifesto ‘Siamo Europei’ cosa fare, anche ai sindaci come Sala e Gori, i governatori come Rossi, se fare una forza liberaldemocratica per le Europee o lasciare andare per la loro strada il Pd e +Europa” e non presentarsi.

In mattinata Zingaretti, nella veste di Governatore del Lazio ha presentato alla facoltà di Ingegneria della Sapienza il pacchetto di 180 milioni che la sua Giunta ha varato per le politiche attive del lavoro e per le politiche industriali. Una alternativa al reddito di cittadinanza? Zingaretti ha invitato a non mettere in contrapposizione l’aiuto a chi è in difficoltà con le politiche per il lavoro. “L’alternativa è a qualcosa che c’è. Invece da parte del governo c’è una assenza di politiche della scienza, di politiche industriali, di politiche attive del lavoro, tanto è vero che èstata smantellata Industria 4.0”. Un governo inconsapevole della “drammatica recessione” a cui sta andando incontro l’Italia. Insomma il suo essere Governatore della seconda Regione d’Italia per Pil non è per Zingaretti un intralcio, diventano un modo per rappresentare le politiche economiche del suo Pd. (ANSA)