Le Guide de L’Espresso a Montallegro, intervista allo chef Damiano Ferraro: ”Valorizzo le eccellenze del territorio”

“In Sicilia, in provincia di Agrigento, abbiamo raggiunto Montallegro dove Damiano Ferraro, con la moglie Adriana, ha creato Capitolo Primo, un ristorante gourmet con qualche camera, di grande charme, nel palazzotto nobiliare che da bambino vedeva abbandonato e oggi, tornato da importanti esperienze all’estero ha restituito alla comunità e ai suoi clienti. Un esempio di impresa del territorio che valorizza le eccellenze. Per queste ragioni è rappresentativo associato di le Soste di Ulisse. Ecco il racconto della sua esperienza”. Questo il post de Le Guide de L’Espresso pubblicato con un video su Facebook. GUARDA IL VIDEO

Ospitale ed estroso, Damiano Ferraro è l’emblema della sicilianità. Lavoratore instancabile e geniale, solitario nel lavoro e in cucina, ma legato alla famiglia in modo totale. Anzi, è proprio la famiglia l’asse portante della sua attività.  Damiano Ferraro, chef e patron del Capitolo Primo di Montallegro a metà strada tra Sciacca e Agrigento. Le sue esperienze in cucina iniziano in Svizzera a Gstaadt; poi a Grindelwald; al Le Richemond di Ginevra; all’Ermitage di Zurigo; per poi continuare in Inghilterra al The Dorchester di Londra e a Le Gavroche dei fratelli Roux. Oggi Chef Ferraro propone i suoi piatti nel Ristorante Capitolo Primo, all’interno dell’ elegante Relais Briuccia.

MONTALLEGRO – Anticamente il borgo sorgeva su un monte, il monte Suso, sul quale si ergono tutt’oggi i resti del borgo, in strategica posizione difensiva dalle incursioni proveniente dal mare, in tal difesa furono costruite delle torre di segnalazione, così che qualora venissero avvistate le nave si accendevano dei fuochi ed il fumo segnalava l’avvistamento, in tal modo i contadini rientravano in paese e iniziavano la difesa. Il vecchio sito fu abbandonato nel XVII secolo, oggi non è più raggiungibile mediante la strada che zigzagando portava in vetta sul lato Est ma dal lato Ovest con accesso meno ripido. Esse appaiono interessanti al visitatore per il suggestivo spettacolo e per la solitudine che vi regna, atta ad stimolare emozioni e pensieri. Nel 1610 Montallegro era feudo di Nicolò Montaperto, il quale, per debiti contratti nel 1619, dovette vendere la baronia al principe di Castiglione. Quindi divenuto il feudo possesso della famiglia Gioeni dei principi della Petrulla, il borgo fu fondato nel 1663 da un discendente di questa famiglia, il qualeper privilegio accordato da Filippo III, ottenne di fregiarsi del titolo di duca D’Angiò.