Inchiesta ”La carica delle 104” sui falsi invalidi, 54 gli indagati nell’Agrigentino

Falsi certificati medici per ottenere un trasferimento nella propria provincia di residenza e ottenere vari benefici di legge e previdenze: l’inchiesta bis, ribattezzata «La carica delle 104», è stata conclusa. Il pm di Agrigento, Paola Vetro, ha fatto notificare 54 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito del secondo filone di inchiesta sulla cosiddetta «fabbrica dei falsi invalidi» che, nel settembre del 2014, ha fatto scattare una ventina di arresti e, in seguito, decine di condanne e patteggiamenti. I poliziotti della Digos – come riporta il Giornale di Sicilia  – stanno notificando il provvedimento nei confronti di quattordici medici, accusati di avere rilasciato false certificazioni per patologie inesistenti o accentuate rispetto alla reale entità, e quaranta pazienti che, grazie a certificati falsi, avrebbero beneficiato di previdenze di vario tipo. Nella lista anche alcuni insegnanti che, con questo stratagemma, avrebbero ottenuto l’assegnazione di una sede vicino casa.

Ecco la lista degli indagati, alcuni dei quali sono comuni con la prima indagine. Il «capolista» è ancora il favarese Antonio Alaimo, 58 anni, bidello ed ex consigliere comunale della sua città, ritenuto il personaggio principale delle rete di faccendieri che sarebbe stata messa in piedi. La lista completa degli altri 53 imputati: Alessandra Alfano, 42 anni, di Agrigento; Giovanni Baio, 60 anni, di Raffadali; Antonina Barbaro, 49 anni, di Raffadali; Lucia Bennardo, 57 anni, di Favara; Elisa Rita Capraro, 41 anni, di Agrigento; Giusi Cardella, 42 anni, di Raffadali; Carmelina Chianetta, 42 anni, di Favara; Dario Chirminisi, 39 anni, di Favara; Serafina Cinquemani, 44 anni, di Favara; Anna Rita Consolo, 48 anni, di Siculiana; Giuseppa Costanza, 43 anni, di Favara; Eleonora Crapanzano, 44 anni, di Favara; Maria Distefano, 44 anni, di Favara; Domenico Drago, 61 anni, di Favara; Giovanna Failla, 50 anni, di Favara; Maria Grazia Fanara, 41 anni, di Favara; Nadia Gagliano, 44 anni, di Siculiana; Calogera Galluzzo, 47 anni, di Aragona; Rosario Marturana, 56 anni, di Favara; Giovanna Montaperto, 58 anni, di Favara; Lella Morreale, 44 anni, di Agrigento; Giuseppa Moscato, 45 anni, di Favara; Antonina Panarisi, 44 anni, di Raffadali; Giuseppina Parello, 40 anni, di Favara; Stefano Piazza, 37 anni, di Favara; Giuseppina Pirrera, 49 anni, di Favara; Carmela Piscopo, 51 anni, di Favara; Anna Pullara, 41 anni, di Favara; Antonio Ragusa, 51 anni, di Raffadali; Riccardo Ragusa, 44 anni, di Raffadali; Rossana Rampello, 39 anni, di Raffadali; Maria Rizzo, 46 anni, di Raffadali; Rosanna Saieva, 53 anni, di Favara; Anna Maria Sammartino, 43 anni, di Raffadali; Carlo Scibetta, 61 anni, di Porto Empedocle; Carmelinda Sgarito, 42 anni, di Favara; Maria Giovanna Varisano, 49 anni, di Favara; Silvana Vita, 45 anni, di Favara; Giuseppa Gallo, 66 anni, di Naro; Paolo Santamaria, 64 anni, di Agrigento; Concetta Rubino, 55 anni, di Palermo; Alfonso Russo, 70 anni, di Aragona; Antonio Bosco, 65 anni, di Favara; Alfonso Lo Zito, 60 anni, di Agrigento; Giuseppe Candioto, 66 anni, di Agrigento; Antonia Matina, 61 anni, di Favara; Lorenzo Greco, 65 anni, di Agrigento; Gerlando Taibi, 87 anni; di Raffadali; Pasqualino Messina, 53 anni, di Cattolica; Vincenzo Cuschera, 64 anni, di Aragona; Salvatore Russo, 40 anni, di Aragona e Calogero Corsello, 61 anni, di Agrigento. Molti degli indagati (fra cui Cuschera, Messina, i due Russo, Candioto, Santamaria, Greco, Mattina, Randisi, Rubino, Taibi, Corsello, Gallo, Bosco e Lo Zito) sono medici con varie specializzazioni. Le accuse, molto datate nel tempo e a rischio prescrizione, sono di falso e truffa. La lista degli indagati, che inizialmente era di 202 persone, è stata ampiamente sfoltita.