15 Aprile 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

”Quasi12”, grande commozione per la prima del docufilm sul delitto del piccolo Stefano Pompeo. Il padre: ”Sia fatta giustizia”

“La giustizia non è stata capace di fare giustizia per la morte di mio figlio, vittima innocente della mafia caduta nel dimenticatoio. Ma iniziative come questa ci incoraggiano e riaccendono la speranza che un giorno possa essere fatta luce sull’uccisione di Stefano”. Lo ha detto ieri sera, con la voce rotta dalla commozione, il signor Giuseppe Pompeo, a margine della prima proiezione  del documentario “Quasi12-Nessun Colpevole”, che narra la storia del figlio, il piccolo Stefano Pompeo, il bambino ucciso dalla mafia a soli 11 anni. “Mi hanno tolto un pezzo di cuore, ma il suo ricordo è sempre vivo in mezzo a noi”, ha detto la mamma, Carmelina Presti, tra le lacrime, dopo venti anni ancora in attesa di conoscere il nome degli assassini di suo figlio.

Il documentario – presentato ieri alla presenza delle autorità civili, militari e religiose al cinema Astor di Agrigento – è stato prodotto da Fuoririga ed è stato scritto e diretto dal giornalista Gero Tedesco. Le musiche originali sono di Davide Lo Iacono e degli Eimog, il montaggio è di Davide Sclafani, la ricerca storica di Silvio Schembri, Gero Tedesco e Michele Ruvolo, la fotografia di Manuela Lino, le riprese sono di Marco Martorana e Davide Sclafani. Grande commozione ieri in sala. A moderare l’incontro di presentazione il giornalista Egidio Terrana.

“Davanti a certe morti – ha detto il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento – si resta impietriti, se si vuole dare una spiegazione è quello di amare ancora di più la vita e fare in modo che certe cose non avvengano. Non credo che i genitori del piccolo Stefano potranno ai trovare una risposta, non è facile, credo anche che non sia possibile, perché davanti al dolore, davanti al male l’interrogativo resta sempre”.

Il documentario “Quasi12. Nessun colpevole” ripercorre, per la prima volta, l’intera vicenda facendo parlare, tra gli altri, i protagonisti, loro malgrado, di una tragedia dimenticata: la mamma, il padre, l’ex componente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Scozzari, l’insegnante del piccolo, Carmela Di Caro, il giornalista Franco Castaldo che si occupò del caso. A spiegare come sia potuto accadere che nulla è stato mai fatto per trovare la verità è il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella.

Dall’avvocato Giuseppe Scozzari un appello ai magistrati: “Chi ha ucciso Stefano Pompeo? Fate questa domanda ai collaboratori di giustizia”.

“Si tratta di una storia incredibile – ha detto Gero Tedesco -. Si tratta dell’omicidio di un bambino che è caduto quasi totalmente nell’oblìo. Abituati, ormai, al sezionamento di fatti di cronaca fa specie e rabbia che, ben 20 anni dopo, dell’assassinio di Stefano non si sappia praticamente nulla. Nessuno è mai stato condannato e addirittura nessuno è mai stato indagato. Da qui il sottotitolo del documentario che mette in evidenza che i colpevoli ci sono, ma non per la legge. Stefano Pompeo aspetta ancora giustizia. Questo documentario ha come obiettivo quello di scuotere le coscienze, di fare riaprire il caso e di cercare di dare un nome, un volto, un’identità agli assassini di Stefano. Abbiamo cercato di risvegliare emozioni, di svegliare coscienze assonnate. Da ogni testimonianza, in Quasi12, trapela una commozione genuina e lacerante che deve trovare ascolto. Quasi12”vuole che non si dimentichi che su quel fuoristrada poteva esserci ognuno di noi. Dimenticare Stefano sarebbe come ucciderlo un’altra volta”.