Europee, Di Maio chiude campagna tra inno e plausi

L’inno di Mameli cantato dai militanti, gli applausi e le bandiere del Movimento hanno segnato la chiusura della campagna per le Europee di Luigi Di Maio, in piazza della Bocca della Verita’ a Roma. Piazza che non e’ riuscita a riempirsi neanche con l’arrivo del leader M5S: circa un paio di migliaia, ad una valutazione a occhio nudo, i presenti. Militanti arrivati da tutta Italia ma forse, a sentire le flessione dialettali in piazza, a mancare sono stati soprattutto i romani. La piazza della Bocca della Verita’ era stata gia’ teatro di kermesse pentastellata: accadde alla manifestazione per il No al referendum sulle riforme costituzionali e il 2 giugno, quando Di Maio si presento’ con i ministri a poche ore dalla formazione del governo giallo-verde. A parlare sul palco, questa volta, sono stati i ministri Alfonso Bonafede, Sergio Costa e Riccardo Fraccaro oltre alle cinque capolista donne del Movimento, a Gianluigi Paragone, Paola Taverna, e alla sindaca Virginia Raggi. E in platea nelle previsioni per il voto delle Europee il “leit-motiv” di attivisti e parlamentari M5S e’ soprattutto uno: “piu’ gente andra’ a votare, meglio sara’ per noi”. Salario minimo, legge sul conflitto d’interessi, decreto famiglia, sono i temi toccati da Di Maio. “Non sono cose campate in aria. Per ognuna di queste ci sono gia’ progetti di legge, bozze di decreto, coperture che aspettano solo di essere approvate e su cui abbiamo lavorato sodo per mesi”, assicura il vicepremier leggendo una lettera ai militanti che ricalca quella letta, in piazza del Popolo il 2 giugno, alla chiusura per le Politiche. E Di Maio lancia un avvertimento alla Lega in vista dei giorni post-voto: “Noi siamo nel giusto,stiamo facendo la maratona e abbiamo ancora tanto fiato in corpo e reagiremo agli schiaffi, il nostro unico alleato e’ il contratto”. Presente, nel backstage assieme allo stato maggiore del Movimento e a Davide Casaleggio, anche la compagna di Di Maio, Virginia Saba. Tra i militanti, la star e’ Alessandro Di Battista, che sparge tranquillita’ sulla stabilita’ del governo, non risparmia frecciate a Salvini (“oltre ai selfie ci sono le leggi, e quelle le abbiamo fatte noi”) e assicura ai militanti che “tornera’”. L’atmosfera e’ di festa, nonostante i diversi spazi vuoti, e si chiude con “Born to Run”, canzone di Bruce Springsteen usata anche da Nicola Zingaretti nella sua campagna per le primarie Pd. (ANSA)