Sea Watch, Bernini (FI): potere in mano alla magistratura

“La giustizia applicata in nome dell’ideologia e non della legge e’ uno dei mali di cui soffre da tempo l’Italia, e la scarcerazione della capitana Rackete ne e’ solo l’ultimo esempio”. Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. “Da ieri sappiamo che non e’ un reato speronare una motovedetta militare e mettere a rischio la vita del suo equipaggio se c’e’ da tutelare il superiore interesse di far sbarcare immigrati irregolari in Italia. Si’, perche’ la Corte dei diritti umani di Strasburgo aveva certificato che i migranti della Sea Watch non correvano alcun pericolo. Da ieri sappiamo anche che il governo non puo’ espellere uno straniero indesiderato perche’ un pm si oppone”, sottolinea.

“Ormai in gioco non c’e’ piu’ solo la questione fondamentale di chi debba pianificare la gestione dei flussi migratori – se i governi o i magistrati – ma la stessa credibilita’ del Paese. La Bossi-Fini, ad esempio, era una buona legge, ma fu totalmente boicottata dalla stessa magistratura ideologizzata che, riempiendo di ricorsi la Consulta, blocco’ di fatto la maggior parte delle espulsioni. Ad Agrigento, a dodicimila iscrizioni nel registro degli indagati per il reato di clandestinita’ seguirono altrettante richieste di archiviazione. Non ci meravigliamo dunque della liberazione della capitana: siamo un Paese in cui il potere reale e’ troppo spesso in mano all’ordine giudiziario e non al Parlamento e al governo”, conclude. (AGI)