Mafia, operazione Scrigno: restano in carcere boss ed ex deputato Ruggirello

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai legali degli arrestati nel blitz Scrigno che lo scorso marzo colpi’ la famiglia mafiosa di Trapani. L’indagine della Dda di Palermo (aggiunto Paolo Guido, sostituti Gianluca De Leo e Claudio Camilleri) porto’ all’arresto di 27 persone tra cui i fratelli Francesco e Pietro Virga (figli di Vincenzo Virga, capo della mafia trapanese fino al 2001 quando fu arrestato da latitante) e Paolo Ruggirello, ex deputato all’Ars. I giudici hanno confermato che “al momento dell’esecuzione delle misure cautelari, persistevano le condizioni per la restrizione”, annullando con rinvio la posizione di uno degli indagati, Filippo Tosto, accusato di favoreggiamento. Restano in carcere dunque i principali indagati per cui la Dda si appresta a chiudere le indagini.

Nei giorni scorsi il Riesame (reinterpellato dopo un primo rigetto, in seguito a un recente accoglimento del gip) aveva annullato il carcere per Ninni D’Aguanno, imprenditore accusato di voto di scambio politico mafioso, trasferendolo ai domiciliari con il braccialetto elettronico dopo un ampio interrogatorio. A meta’ marzo era stata rimessa in liberta’ Ivana Inferrera, moglie dell’uomo ed ex assessore del comune di Trapani. In precedenza il Riesame aveva rimodulato l’accusa per il politico Paolo Ruggirello, da associazione mafiosa a concorso esterno, e dissequestrato la gioielleria Scrigno, proprieta’ della moglie di Pietro Virga, da cui prese il nome il blitz. (AGI)