Migranti, comandante Giarratano: ”Non avrei mai lasciato quelle persone a mare”

“Non avrei mai lasciato quelle persone per mare. Non avevano acqua, non avevano benzina e le previsioni meteo andavano peggiorando. Non mi interessava di che nazionalità fossero, per me era indifferente, erano solo delle persone che chiedevano aiuto”. A dirlo è Carlo Giarratano, 37 anni, comandante del peschereccio di Sciacca ‘Accursio Giarratano’ che all’alba del 25 luglio, durante una battuta di pesca, ha incrociato in acque internazionali a largo di Malta un gommone con 50 migranti a bordo. Un soccorso dettato dalla legge non scritta del mare dove nessuno viene abbandonato se in difficoltà. Oggi il comandante, l’armatore e i cinque membri dell’equipaggio hanno ricevuto un encomio da parte dell’Ars per il loro operato e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha già annunciato che gli conferirà la cittadinanza onoraria. “Non è stata una cosa facile da gestire – racconta il comandante – Erano circa le 3.30 del mattino, ci stavamo preparando per un’altra battuta di pesca, quando abbiamo visto dai radar che qualcosa si stava avvicinando. Poi un mio marinaio ha sentito delle grida di aiuto e abbiamo visto un gommone con alcuni migranti”.

Il primo passo per l’equipaggio è stato capire se avevano bisogno di qualcosa. “Ci hanno chiesto dell’acqua da bere e qualcosa per buttare fuori l’acqua che avevano imbarcato”. Poi l’allarme lanciato al comando generale della Capitaneria di porto di Roma. “Mi hanno detto che dovevamo attendere disposizioni da Malta perché eravamo in acqua Sar maltesi – racconta Giarratano – Queste disposizioni però non arrivavano mai. Diciassette ore lanciando l’allarme e nessuno ha risposto”. I contatti con il comando generale di Roma invece sono costanti. Ogni mezzora il comandante aggiorna il comando sulla situazione e la risposta è sempre la stessa. “Mi dicevano che aspettavano disposizioni da Malta che avrebbe dovuto coordinare i soccorsi, ma per tutte le 18 ore in cui siamo rimasti a fianco del gommone da Malta non ho avuto alcun contatto”. Verso sera una motovedetta della Guardia costiera arriva sul posto del salvataggio e i migranti vengono trasbordati. “Non li avrei mai lasciati lì” sottolinea il comandante. (AdnKronos)