VIDEO | Più di 20mila visitatori al Castello Incantato di Sciacca, nuovo record di presenze tra gusto e cultura

“Sono già più di ventimila le persone che hanno visitato quest’anno il Castello Incantato, un trend in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando abbiamo registrato complessivamente più di venticinquemila presenze”. A dirlo al Giornale di Sicilia è Giuseppe Gulino, presidente società cooperativa Agorà che gestisce il Castello Incantato di Sciacca, museo en plein air in un fondo di proprietà della Regione Siciliana da diversi anni recuperato dall’abbandono e divenuto meta di migliaia di turisti.

Si tratta di un museo-giardino (nel 2015 dichiarato bene culturale) che, alle pendici del monte Kronio, ospita migliaia di sculture realizzate da Filippo Bentivegna, artista saccense morto nel 1967, tra i maggiori esponenti dell’art brut. Il lavoro di Bentivegna per lungo tempo rimase in abbandono, molte opere lasciate incustodite furono distrutte, perdute, oggetto di sciacallaggio. Nel 1968 arrivò a Sciacca un amico di Jean Dubuffet, l’artista e teorico dell’Art Brut, che incuriosito dal mito di “Filippu testi”, voleva constatare di presenza la reale portata dell’arte primitiva del pazzo di Sciacca. Contattati i parenti riuscì a visitare il Giardino Incantato, riuscendo anche ad ottenere delle teste di Filippo da portare in dono a Dubuffet, il quale le considerò subito più belle della sua collezione. Adesso quelle stesse teste è possibile vederle esposte al Museo dell’Art Brut di Losanna, istituito in memoria di Dubuffet. Il Castello incantato, oggi  di proprietà della Regione Siciliana, è gestito dalla cooperativa “Agorà”.

“Ha riscosso successo durante l’estate – racconta Giuseppe Gulino – lo spettacolo ‘La Chiave dell’Incanto’, dedicato all’artista, proposto in diverse serate tra luglio e agosto. Lo spettacolo, che vanta le musiche del maestro Nicola Piovani, vede in scena oltre 30 artisti tra attori, ballerini e coristi. Il pubblico ha avuto modo di conoscere la vita, la filosofia e le opere di Filippo Bentivegna, interpretato da Santo D’Aleo. Lo spettacolo, itinerante, fa rivivere la storia del noto scultore saccense tra quadri suggestivi, musiche emozionanti e danze rievocative. Grazie ad eventi culturali ed enogastronomici che riscuotono sempre più successo stiamo riuscendo a far conoscere sempre di più questo luogo. Tra sculture di pietra e un museo – sottolinea – offriamo ai visitatori un luogo vivo da vivere appieno, tra musica, spettacoli, cibo, convegni e iniziative varie. Grande partecipazione anche alle serate tipiche siciliane: arrivano soprattutto turisti stranieri ma anche tanti italiani e persone della nostra provincia, valorizziamo le tradizioni popolari e l’enogastronomia siciliana”.

I prossimi appuntamenti con la “Serata tipica siciliana” il 24 e 31 agosto. Ad intrattenere il pubblico durante la visita e la cena tra gli ulivi il gruppo “Sicilia Canti d’Amuri” di Sciacca, composto da  Giancarlo Venturieri (friscaletto), Michele Bruno (fisarmonica), Adriano Ciccarello (tamburello) e Piero Tirnetta (voce e chitarra). La serata si conclude con la tradizionale “contradanza” siciliana, patrimonio della cultura contadina, nasce come ballo campestre di ringraziamento dopo il raccolto. Si narra che si ballava dalla sera alla mattina seguente sulle note di una musica che sembrava battere il ritmo del canto delle cicale, mentre il suono acuto di un friscaletto voleva rappresentare la gioia delle coppie che, con allegria, danzavano e creavano armonia, con riverenze e figure di danza.

Tra le altre iniziative in programma, giovedì 22 agosto alle ore 21, la presentazione del libro “In culo alla mafia” di  Emanuele Cavallaro che racconta la storia del testimone di giustizia di Bivona Ignazio Cutrò, ex imprenditore che ha detto no al pizzo e ai ricatti mafiosi. Ne parleranno con l’autore il procuratore aggiunto della Repubblica di Agrigento Salvatore Vella e il giornalista Massimo D’Antoni.

“Vengono a visitare il Castello Incantato – spiega Gulino – molti dei turisti in tour nella Sicilia sud occidentale: spesso arrivano dopo aver fatto tappa a Selinunte e poi vanno verso la Scala dei Turchi e la Valle dei Templi di Agrigento. Qui – spiega il presidente della cooperativa Agorà – lavorano complessivamente sei persone, che aumentano durante la stagione estiva. Puntiamo molto sul turismo culturale che rappresenta un potenziale enorme e che può creare anche nuove opportunità di lavoro. In questi anni, proprio in questa direzione, abbiamo coinvolto i giovani in diversi progetti di alternanza scuola-lavoro, gli studenti sono stati impegnati nella catalogazione dei reperti del Castello Incantato. E’ importante – prosegue Gulino – recuperare luoghi interessati che per diversi motivi sono stati abbandonati e consentirne la fruizione. Noi abbiamo recuperato anche la casa museo Francesco Scaglione e il Castello Luna che hanno arricchito l’offerta turistica a Sciacca, in provincia di Agrigento ci sarebbero altri luoghi da valorizzare, i giovani si facciano avanti”.