Migranti, nuovo scontro Salvini-Trenta: Open Arms sbarca a Lampedusa, Ocean Viking è ancora in mare

La questione migranti continua ad agitare il fu governo gialloverde. Dopo lo sbarco a Lampedusa martedì sera degli ultimi 83 migranti, su oltre 160, rimasti sulla Open Arms per 19 giorni e scesi a terra grazie al sequestro della nave disposto dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio per la difficile situazione a bordo, rimane aperta la partita dei ricollocamenti tra i Paesi europei. Anche perchè un’altra nave umanitaria, la Ocean Viking, è ancora in mare con il suo carico di 356 naufraghi. Ma il terreno di scontro, più e oltre che con Ue e Ong, è interno. Il nuovo casus belli è l’accusa del Viminale alla Difesa di aver modificato “unilateralmente” l’operazione Mare Sicuro, missione di sorveglianza nel Mediterraneo centrale e di supporto alla guardia costiera e marina militare libiche per il contrasto all’immigrazione clandestina.

Secondo il ministero dell’Interno, la Difesa ha cambiato le regole di ingaggio delle proprie navi, confermate il 2 agosto e trasformate invece martedì senza consultazioni con gli ormai ex colleghi di governo. Di qui il lancio di recriminazioni reciproche, con il ministero di Elisabetta Trenta che fa filtrare di non aver “mai dato alcuna disposizione o indicazione di riduzione delle attività della marina militare”, anzi. Su Facebook Trenta definisce “inquilificabile” il tentativo di Salvini di screditare la Difesa. Il M5S le dà man forte sostenendo che è stato semmai Salvini a luglio a “intimare” di non incrementare Mare Sicuro per il rischio che la presenza di più navi sia un “fattore di attrazione piuttosto che di deterrenza per le partenze dalle coste libiche”, nella speranza di essere soccorsi e portati in Italia. Il Viminale insiste e accusa i pentastellati di aver scelto una “linea più morbida” sull’immigrazione, alludendo a “prove tecniche di inciucio Pd-5 Stelle”.

Tra Salvini e Trenta non è un mistero che non sia mai corso buon sangue già prima, figuriamoci adesso. Il leader leghista, tra le ultime accuse, le imputa il mancato sostegno proprio sulla vicenda Open Arms, per non aver firmato il divieto di ingresso nelle nostre acque territoriali e aver fatto scortare l’imbarcazione spagnola dalle navi militari “come veri e propri taxi del mare al servizio delle Ong”. E Trenta rispedisce al mittente: “Le navi della Marina Militare non hanno scortato la nave per far sbarcare a Lampedusa i migranti; bensì come da sollecitazione del Tribunale dei minori di Palermo erano pronte a intervenire in favore dei minori a bordo, il mare era forza quattro in aumento e la nostra Marina era predisposta eventualmente a prestare loro soccorso”. Intanto, il Viminale insiste con Madrid perchè si faccia carico dei migranti, disponibilità peraltro già confermata, così come da Francia, Germania, Romania, Portogallo e Lussemburgo.

La Commissione Ue si è detta “pronta a cominciare a coordinare le operazioni di ricollocamento” e ha chiesto “lo stesso spirito di solidarietà” anche per la Ocean Viking. La nave di Sos Méditerranée e Medici senza frontiere ha fatto il suo primo salvataggio il 9 agosto e a bordo, spiegano le Ong, tra le 356 persone soccorse, di cui 103 sono bambini o minori, in maggior parte non accompagnati, cresce l’ansia e il clima è sempre più teso. I migranti chiedono “‘Perché non ci muoviamo?’, ‘Torniamo in Libia?’. Devono essere portati in un porto sicuro ora”.In serata una nota dell’Eliseo ribadisce che la Francia è “pronta” a prendere “un numero importante di migranti” presenti a bordo della Ocean Viking, ma mantiene il suo rifiuto di accogliere la nave perché questa deve andare “nel porto più vicino” e sostiene che “bisogna trovare un luogo di sbarco vicino, logicamente Malta o l’Italia”. (LaPresse)