Dietro gli incendi che si susseguono all’interno degli impianti in cui vengono depositati i rifiuti a Canicattì, nell’Agrigentino, non c’è una “mera fatalità”, ma “una precisa strategia criminale”. Né è convinto il sindaco Ettore Di Ventura, che stamani ha inviato una lettera al governatore siciliano, Nello Musumeci; al prefetto di Agrigento, Dario Caputo; al presidente della commissione Territorio e ambiente dell’Assemblea regionale siciliana; Giusy Savarino; all’Arpa Sicilia per accendere i riflettori sui “preoccupanti incendi di rifiuti che da mesi si verificano in città e che stanno minando la salubrità dell’ambiente con gravi conseguenze per la comunità canicattinese e l’immagine di questa città”. L’ultimo rogo è divampato mercoledì scorso nel centro di contrada Calandra, già sottoposto a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. “Tutto quello che è di competenza di questa Amministrazione – scrive il primo cittadino – è stato fatto, ma oggi più che mai urge la collaborazione di tutte le Istituzioni e di tutti gli Enti affinché si faccia chiarezza sui frequenti episodi di incendi nelle aree circostanti il nostro centro abitato”. Da mesi il Comune è impegnato a fronteggiare l’emergenza rifiuti causata “soprattutto dall’abbandono indiscriminato” dentro e fuori il centro abitato. Grazie al controllo effettuato da gruppi di lavoro costituiti da dipendenti comunali, operatori ecologici, vigili urbani, carabinieri, poliziotti, guardie ambientali e con l’ausilio delle telecamere, “possiamo constatare un rallentamento del fenomeno – spiega il sindaco -. Tuttavia nelle ultime settimane si assiste al diffuso fenomeno di incendi all’interno degli impianti dove vengono depositati frazioni e parti dei rifiuti raccolti”.
Nel caso del centro di contrada Calandra, dopo aver ottenuto il provvedimento autorizzativo, nei giorni scorsi era iniziata la bonifica con personale comunale e senza aggravio di spese. “Nella mattinata di ieri si sarebbe dovuta completare la rimozione della rimanente parte di rifiuti – spiega il primo cittadino -, in particolare residui di potatura e ingombranti, che è stata impedita da un incendio, che sembra quasi, ci si consenta il termine, essere divampato ‘ad orologeria’. La sistematicità dello scoppio di incendi, il loro tempismo, la loro successione cronologica, porta l’intera amministrazione comunale a reiterare quanto denunciato nelle settimane scorse, ovvero l’esistenza di una regia da parte di ignoti senza scrupoli, nell’organizzare ‘fuochi notturni’. Questi fatti, tra i quali l’ultimo incendio, meritano l’attenzione dell’Autorità giudiziaria, del Governo nazionale e regionale”. Da qui all’appello alle istituzioni perché “diano il proprio aiuto intervenendo con urgenza, ognuno per le proprie competenze, per contrastare e porre fine a questi intollerabili accadimenti che offuscano la serenità della mia comunità. Non è possibile né tantomeno tollerabile che a causa di fatti criminali si sia creato un fisiologico allarme sociale”. Il primo cittadino chiede anche si essere ascoltato in commissione Territorio e Ambiente all’Ars. “E’ ora di dire basta allo scempio che qualcuno vuole fare di questa città. Possiamo contrastare, e lo stiamo facendo, gli incivili che non vogliono rispettare le regole, ma da soli non possiamo contenere queste azioni criminali. Urge e necessita un serio impegno da parte di tutti, politica, forze dell’ordine, organizzazioni di categoria e tutti gli organismi preposti alla tutela della legalità”, conclude il sindaco Di Ventura. (AdnKronos)
