Il comune di Porto Empedocle è tra i primi comuni siciliani a sottoscrivere la convenzione con il ministero del Lavoro per far svolgere ai beneficiari del reddito di cittadinanza lavori di pubblica utilità per un massimo di 8 ore a settimana, pena la perdita del sussidio. La giunta comunale pentastellata, guidata dal sindaco Ida Carmina, ha già recepito due giorni fa lo schema della convenzione per regolare sia l’accesso alla piattaforma digitale sia il trattamento dei relativi dati dei beneficiari del sussidio.
Si tratta di un atto deliberato secondo quanto predisposto dal ministero del Lavoro, nell’ambito del sistema informativo del reddito di cittadinanza (la Piattaforma GePi) per la gestione dei patti per l’inclusione sociale, per la verifica dei requisiti anagrafici dei beneficiari e per la gestione dei progetti utili alla collettività. L’erogazione del reddito di cittadinanza, infatti, è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità ai lavori socialmente utili, nonché ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale secondo la realizzazione del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale. I beneficiari del reddito di cittadinanza “in coerenza con il profilo professionale” sono tenuti quindi ad offrire la propria disponibilità per la “partecipazione a progetti a titolarità dei Comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni”.
“In buona sostanza – spiega il sindaco Ida Carmina al Giornale di Sicilia – avremo tutti i dati per procedere concretamente all’attuazione della legge, nei prossimi giorni avremo un quadro completo della situazione e organizzeremo nel dettaglio, con dei progetti specifici, i servizi che dovranno essere svolti. Alcuni dei beneficiari del reddito di cittadinanza saranno impegnati come custodi nella Torre Carlo V, altri aiuteranno i bambini davanti le scuole, c’è chi invece si occuperà di decoro urbano, tutela ambientale e servizi sociali come l’assistenza agli anziani o alle persone con disabilità”.
Nei prossimi giorni, dunque, saranno predisposte le procedure amministrative utili per l’istituzione di questi progetti di utilità pubblica. L’obbligo di mettersi a disposizione del comune varrà per tutti coloro che hanno sottoscritto il Patto per il lavoro o il Patto per l’inclusione sociale, quindi i maggiorenni, i non occupati e coloro che non frequentano alcun corso di studi. Per gli altri soggetti la partecipazione ai progetti di pubblica utilità è invece facoltativa. Il beneficiario del reddito di cittadinanza, per non perdere il beneficio, deve mettere a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività da lui svolte che in ogni caso “non può essere superiore ad 8 ore”, secondo quanto prevede il decreto 4/2019.
