Mafia, Nicosia e l’ossessione per le cimici: ”Usava auto a noleggio e sim intestate ad altre persone”

“Io ogni mese mi cambio la macchina apposta chissà si mettessero in testa di mettere cose, a momenti gliela vado a lasciare, ci vogliono quarantacinque giorni per l’autorizzazione e io gliela vado a lasciare prima. Già ne ho un’altra ordinata… No… impazziscono… possono solo impazzire, monta e smonta, monta e smonta, che minchia mi interessa”. Antonino Nicosia, detto Antonello, uno dei cinque fermati del blitz antimafia Passepartout, era ossessionato dalle intercettazioni. Un’attenzione maniacale che lo ha spinto, durante tutto il periodo in cui si sono svolte le indagini, spiegano gli investigatori, a “noleggiare ossessivamente e periodicamente” nuove auto. Un’escamotage adottato per restare immune da ogni possibile attività di intercettazione nei propri confronti.

“In realtà, la polizia giudiziaria è sempre riuscita, grazie a tempestivi interventi – spiegano gli investigatori -, a installare su tali autovetture dispositivi che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti dell’indagato e di intercettare molte delle sue numerose conversazioni”. Dialoghi durante i quali Nicosia spiegava di avere fatto ricorso a tale stratagemma proprio per evitare l’installazione di microspie, “palesando inoltre di conoscere molto bene modalità e tempi di attivazione delle intercettazioni”, scrivono i pm nel provvedimento di fermo.

Proprio per scongiurare eventuali intercettazioni telefoniche Nicosia utilizzava schede telefoniche intestate ad altre persone, in particolare ai fratelli Luigi e Paolo Ciaccio, anche loro destinatari del provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Palermo. L’intestazione a loro delle schede telefoniche da utilizzare rispondeva a una precisa scelta: individuare ragazzi ‘puliti’, cioè non “pizzicati” ossia con precedenti penali. “No, se sono pizzicati non sono buoni, li mettono sotto controllo i telefonini scherzi?”, diceva Nicosia al capomafia di Sciacca Accursio Dimino durante una conversazione intercettata l’1 marzo del 2018. (AdnKronos)